di Giancarlo Grassi #Lavoro twitter@gaiaitaliacom #Landini
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Landini sarà il nuovo corso [sic] della Cgil. Il sindacato che la Signora Camusso è riuscita a far diventare un nano politico irrilevante la cui unica missione è stata quella di assassinare politicamente Matteo renzi, impresa non necessaria dal momento che si sarebbe suicidato da solo.
Così dopo il trionfo post-elettorale del pentaleghismo dopo l’insediamento di due urlatori alle due vicepresidenze del Consiglio con delega al Lavoro e all’Interno, seguendo l’antico adagio del non c’è due senza tre, non mancava che linsediamento di un urlatore alla CGIL: così ecco Maurizio Landini, come se servisse.
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Lo scrive l’ANSA secondo la quale i giochi sarebbero fatti e la Cgil sarebbe ad un passo “dall’accordo per il nuovo vertice, con Maurizio Landini segretario generale e Vincenzo Colla vice”. La commissione elettorale del primo sindacato italiano, e badate bene che non abbiamo scritto il più utile, il sindacato dal fazzoletto rosso e dalla maggioranza degli iscritti dediti al gialloverde, si riunisce infatti nell’ambito 18° Congresso nazionale che si terrà a Bari e che porterà all’elezione del nuovo segretario generale, del suo vice e di una vice donna, perché un po’ di politicamente corretto ci vuole, che dovrebbe essere Gianna Fracassi.
Landini non faticherà, dopo anni di deserto assoluto, a farsi valere come sindacalista dai toni forti. I risultati sono un’altra storia. Ma se nessuno li ha chiesti a Camusso non capiamo come potrebbero chiederli a lui.
(23 gennaio 2019)
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