di E.T. #Televisione twitter@iiiiiTiiiii #gaiaitaliacomnotizie
Matteo Renzi a Otto e Mezzo: “Urso e l’intelligenza, non solo artificiale, hanno litigato da piccoli”
Nell'immediato post-sondaggio SWG per il TG La7 di Enrico Mentana, sondaggio che vede i tre maggiori partiti tutti... →
Sabina Guzzanti, eccellente attrice ed autrice teatrale, grande caratterizzatrice e fustigatrice del malcostume altrui; meno disposta – si ha l’impressione, ma è sicuramente errata – ad essere messa in discussione, plaude in un articolo sul giornale di dio alla dichiarazione di Carlo Freccero che vorrebbe far rientrare Daniele Luttazzi in televisione, in nome di una televisione libera [sic]. Perché la libertà della televisione pubblica passa, naturalmente, attraverso Freccero e non eliminando la colonizzazione politica e la lottizzazione (da quanti anni Freccero è in Rai)?
Anche Carlo Freccero, eccellente professionista e grande conoscitore del mezzo televisivo, genuflesso al grillismo del quale ha sicuramente sposato le inesistenti tesi per passione e non per opportunismo fa una dichiarazione fallace. Al pari di Guzzanti, anche Freccero ritiene che la televisione libera passi dall’avere o meno qualcuno in tivù proprio mentre il suo partito di riferimento, che sulla Rai ha voluto mettere le mani da subito, attacca Fabio Fazio in tutti i modi e per ragioni che poco hanno a che fare con quella televisione libera della quale Freccero e Guzzanti (in rigoroso ordine alfabetico) si riempiono la bocca.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
I paladini della televisione libera che la presunta libertà valutano a seconda della loro presenza o meno nei palinsesti o nei gangli del potere, ci sono sempre piaciuti poco. Soprattutto quando, quasi contemporaneamente ai deliri di Freccero e Guzzanti sulla televisione libera [sic], i comici Luca e Paolo, rei di avere preso in giro il “ministro dell’incompetenza” Toninelli vengono cacciati da Rai2.
(4 dicembre 2019)
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