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Quando l’ora ministro dell’Interno invitava i Sindaci a boicottare le Unioni Civili…

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di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Interni

 

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L’ora ministro degli Interni pro-tempore non ci andava giù leggero quando c’era da invitare al boicottaggio delle misure governative che gli restavano sul gozzo. Essendo lui un fautore della famiglia tradizionale, quella che divorzia ogni sei anni e se ne fa un’altra, si scagliava ad esempio contro la legge sulle Unioni Civili chiedendo ai sindaci leghisti di boicottarla. La notizia era ripresa da più quotidiani, compreso Il Giornale il cui antileghismo è recentissimo e viene da dopo il 4 marzo 2018.

Il partito di cui Salvini è ancora segretario, quello che ha eletto senatore Bossi nonostante le condanne e che ha spalmato la restituzione di 49 milioni di euro percepiti illegalmente in 79 anni – si vergogni il Sig. Ministro dell’Interno – non c’andava giù leggero nemmeno su altri temi: invitava, ad esempio, a non pagare la tassa sulla casa.

 

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L’invito ai boicottaggi fa parte della cultura politica del ministro dell’Interno pro-tempore; proprio lo stesso che contesta i Sindaci che rifiutano di applicare il suo disumano decreto anti-immigrazione appellandosi a diritti universali garantiti dalla Costituzione Italiana, facendo la voce grossa e minacciando implicitamente misure che non potrà applicare. Prosegue poi parlando di email di protesta che arrivano al suo ministero e chiedendosi se Palermo e Napoli abbiano più a cuore gli stranieri degli Italiani, in un perenne esercizio strategico da campagna elettorale dalla quale il ministro-segretario, tutte cariche pro-tempore, non è mai uscito

Ciò che non deve sfuggire all’osservatore, soprattutto a quello meno acuto, è che il rifiuto di rilasciare la residenza agli stranieri comporterebbe la loro esclusione dal servizio sanitario nazionale con i problemi possibili di salute pubblica che anziché abbattere, come il Sig. Ministro denuncia infantilmente, farebbero lievitare i costi sanitari perché gli ammalati – piaccia a o no a Salvini – per la strada non si possono lasciare, dato che ne va del mantenimento della salute pubblica e della sicurezza di tutti i cittadini. Ne deriva che la decisione dei Sindaci di Palermo e Napoli, e dei molti altri che seguiranno, si basa su un principio costituzionale teso a proteggere i cittadini e non a farne delle vittime, come invece gli slogan salvianiani fanno dividendo il mondo in protetti e reietti.




 

 

(3 gennaio 2018)

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