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domenica, Ottobre 17, 2021

L’Opinione: Noi abbiamo fatto il “dopo di noi”. Ora aspettiamo il “dopo di loro”

di Marco Biondi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Se diamo retta ai sondaggi, ci guardiamo intorno e dobbiamo pensare che una persona su due sostiene questo governo, una su tre ha votato 5 Stelle e una su tre oggi voterebbe x Salvini. Io non posso crederci.

Posso credere che uno su due non capisca i meccanismi della Legge di bilancio, e quindi non abbia gli strumenti per capire se il governo sta facendo bene o male. Lo capirà quando il numero di disoccupati salirà, quando si renderà conto che non c’è stato progresso sociale, quando osserverà inerme il blocco degli investimenti pubblici.

Posso credere che uno su tre creda alle promesse di Salvini e non creda alla misericordia umana. Il blocco degli sbarchi oggi viene vissuto come uno scampato pericolo. Domani, osservando il numero degli immigrati clandestini aumentato, anziché drasticamente ridotto come promesso, probabilmente si ricrederà.

Dell’uno su tre che hanno votato 5Stelle, forse la metà si è già pentita. Se non siamo ancora a metà manca poco. D’altra parte, basta che assistano alla pochezza delle persone che gli parlano dalla TV, all’iniquità delle loro proposte, all’incompetenza che dimostrano, pentirsi del voto dato sarà conseguenza inevitabile.

E buona parte di questi elettori cercherà una alternativa di voto. Fino a quando l’elettorato si spaccava in centro-destra e centro-sinistra era tutto più semplice. O voti di qui o voti di là. Ma ora non è più così. Adesso bisogna capire di cosa parla colui che si propone come alternativa alla deriva delle promesse non mantenute.  Bastasse cercare di capire chi diceva la verità e chi dispensava bugie, la scelta sarebbe conseguente. Ma non illudiamoci, non sarà così. L’odio e le bugie diffuse negli ultimi anni resteranno nella mente delle persone poche informate ancora a lungo.

Quindi inutile attendersi il ritorno di chi ha ben governato nell’ultima legislatura. Anche perché come consuetudine, si è già diviso, frantumato, disperso in rivoli e rivoletti. Non esiste più.

Quello che dovrà esistere sarà un partito fatto da persone serie e competenti, che si presenta compatto e coeso. Qualcuno che garantisca sicurezza, concretezza e conoscenza delle regole economiche per gestire un Paese, orgogliosamente parte della Comunità Europea, ma con un percorso di risanamento da portare a termine, per poter ridare fiducia ad investitori locali e internazionali. Qualcuno che dimostri di tenere al bene delle persone, soprattutto di coloro che hanno di meno e che meritano di essere messe nella condizione di lavorare con dignità e sicurezza.

Questo partito non avrà certamente un peso elettorale che li metta in condizione di non dover fare alleanze, ma potrà ambire ad essere il fulcro di un programma di governo serio e condiviso.

Io credo che questo partito possa ispirarsi alle politiche del Governo Renzi. Non necessariamente con lui alla guida, ma con il suo supporto ed i suoi indirizzi si. Accettiamo con rassegnazione di non poter esporre personaggi distrutti dalla propaganda avversa, ma facciamo in modo che con la loro capacità e competenza istruiscano ed indirizzino altrettanto validi politici.

L’alternativa non esiste, che piaccia o no. L’unica alternativa sarebbe la fine della democrazia, magari a seguito del fallimento economico del Paese.

 




 

 

(27 dicembre 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 


 

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