di G.G. #Strasburgo twitter@gaiaitaliacom #Terrorismo
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Erano le 20 quando un lupo solitario islamista radicalizzato, conosciuto alle forze di Polizia come Chérif, è apparso nel centro di Strasburgo armato di fucile ed ha cominciato a sparare: bilancio della strage 3 morti e 12 feriti. Ancora provvisorio, essendo alcuni feriti molto gravi.
La storia, tristissima storia di terrorismo e morte, era iniziata la mattina dell’11 dicembre quando Chérif non si era presentato ad un interrogatorio, convocato dalla polizia di Strasburgo, per una questione di rapine nelle quali poteva essere implicato, ma del 29enne francese di origini maghrebine nemmeno l’ombra. Inizia la caccia all’uomo e si ha un primo alterco armato tra l’uomo e la Polizia. Chérif fugge e riappare in serata per farla pagare a chi ha osato incarcerarlo per due anni per rapina e ri-convocarlo per interrogarlo su un reato simile. La vendetta avviene nel peggiore dei modi: eclatante. Alle 20 accadono spari nel mercato di Natale di Strasburgo, sempre affollatissimo e da anni obbiettivo sensibile del radicalismo islamista, morti e feriti. Poi la fuga di Chérif sequestrando un tassista che lascia libero tre ore dopo.
In serata, leggete tutta la cronaca del post attentato qui, le forze di sicurezza francesi assaltano un appartamento dove si ritiene Chérif sia asserragliato. Stanno lì un po’ per poi scoprire che lui non c’è. Un altro buco nell’acqua. Il terrorista assassino 29enne è ancora in fuga e nemmeno il ministro dell’Interno francese è in grado di sapere, lo scrive il quotidiano spagnolo La Vanguardia, se Chérif sia ancora in Francia o no.
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🔴 #Strasbourg Fin de l’alerte et du confinement dans la zone concernée. Les opérations de police se poursuivent afin d’arrêter l’assaillant. Il est demandé à chacun de rester particulièrement vigilant et de suivre les consignes des autorités. #UrgenceAttentat pic.twitter.com/ttUMex0hkH
— Ministère de l’Intérieur – Alerte (@Beauvau_Alerte) 12 dicembre 2018
(12 dicembre 2018)
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