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Il nuovo terzo piano della Fondazione Querini Stampalia

di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacom #Lartevistadaemiliocampanella

 

Da alcune settimane, la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, si è arricchita di una nuova ampia sezione espositiva sita al terzo piano dell’edificio. In questo modo il magnifico museo privato, sede anche di una importantissima biblioteca frequentata da studenti e studiosi e che è un po’, insieme con il Museo Correr, lo “stadtmuseum” veneziano, aggiunge un ulteriore motivo d’interesse per attenti visitatori. L’edificio si giovò, negli anni, delle invenzioni e reinvenzioni di Carlo Scarpa; più recentemente, degli apporti Mario Botta, ora, dell’architetto Michele De Lucchi che si è occupato delle otto stanze: un “cannocchiale” dato che l’epoca è quella precedente l’invenzione dei corridoi, che si vede d’infilata, da cima a fondo.

Da qui l’idea delle pareti di colore differente per ogni stanza, giocando elegantemente fra contrasti e nuances, con scelte cromatiche adatte all’epoca delle opere presenti in ogni ambiente. A monte di questa ristrutturazione sta l’acquisizione, da parte di Banca Intesa, delle opere e degli oggetti della collezione della Cassa di Risparmio di Venezia, e l’esigenza di esporli degnamente; per cui, oltre l’incarico all’architetto, la scelta di Giovanna Nepi Sciré, per la curatela scientifica di scelta ed allestimento.

Sette stanze, una per ogni epoca od autore rappresentativo, ed un’ultima multimediale didattica.

Si inizia con la sala Tintoretto, con opere di Jacopo e Domenico, si passa, nella seconda sala, ai monocromi di Donato Creti e Giovan Battista Pittoni, mentre la sala tre è dedicata a Gianbattista Tiepolo; di seguito è Canaletto, al centro dell’attenzione. E’ importante notare come ogni elemento di arredo, accordato all’epoca scelta per la stanza, sia rigorosamente autentico. Si passa poi ad Ippolito Caffi, nella quinta sala ed a un suo raro autoritratto. Una sala di disegni di Guglielmo Ciardi, la sei, ed in conclusione un giusto omaggio allo scultore Arturo Martini.

Naturalmente non si tratta di una mostra, ma di un allestimento museale che si aggiunge alle collezioni, i musei, le gallerie della città. Sembra che Intesa Sanpaolo abbia voluto iniziare una sua quarta sede di Gallerie d’Italia dopo Napoli (Palazzo Zavallos Stigliano), Milano ( Piazza della Scala), Vicenza (Palazzo Leoi Montanari). E’ stata pubblicata un’agile ed esauriente guida alle nuove sale.

 





(2 dicembre 2018)

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