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Mancavano solo Dario Corallo, lo sdoganamento del giovanilista “grillopidismo”, e un altro intervento di rara vacuità

di Giovanna Di Rosa #politica twitter@gaiaitaliacom #grilloPIDIsmo

 

Dario Corallo, capello alla Caparezza e stesso piglio giovanilista che presumibilmente durerà in eterno, fino all’incanutimento e finché capello non si separi, ha portato la sventagliata di giovanilismo vacuo ed inconsistente che al PD mancava, essendo il grillopidismo – materia introdotta dal buon Emiliano – elemento necessario alla confusione nella quale degenera il partito che muore sotto il fuoco incrociato delle fondazioni di Ds e Margherita.

Corallo, splendido splendente nelle sue dichiarazioni politicamente insensate, vecchie, stantie, inutili, e nemmeno di sinistra – nonostante le sue pretese – è riuscito dove nessuno era riuscito prima di lui con altrettanta chiarezza. Ha detto a chiare lettere, ma non se ne è accorto, che considerando quali sono i candidati del futuro, e che il futuro pretendono di rappresentare, per il PD è meglio la morte. Fantastico il suo “Burioni qualsiasi”, ridicolo anche se decontestualizzato perché regala la cifra della profondità delle affermazioni di Corallo troppo colorato di verde e di giallo, anche se il disastro non sta in un attacco alla scienza che non c’è stato. E non per buona volontà, ma per probabile mancanza di mezzi…

Corallo è riuscito a non dire nulla, se non che il PD ha fatto scelte di destra: non ne ha elencata nemmeno una, ma ha semplicemente fatto sua la vulgata della tribù d’alemiana che considera di destra il PD, mentre con il M5S si può dialogare, perché il M5S viene considerato – da un certo PD – un partito di sinistra tanto perché si capisca quanto stanno a destra D’Alema e compagni.

C’è però un’affermazione che mi ha lasciata di stucco, in sì giovine uomo, per il suo essere vecchia, politicamente inutile, parte di un patrimonio [sic] ideologico che puzza di mummia da lontano, per il suo essere conservatore pur definendosi progressista, e che dimostra che essere giovani non vuol dire essere capaci di innovare. L’affermazione è la seguente:

Nelle università già si parla da anni della fine del capitalismo e noi invece… invece il PD lo ha difeso a spada tratta. Abbiamo difeso i mercati quando invece nessuno dice che sono persone che cercano di arricchirsi punto”

Se il buon Corallo voleva essere convincente doveva essere più preciso specificando quali università, quali docenti, su quali testi, in quali interventi le Università italiane parlano di fine del capitalismo, e spiegare approfondendo queste sue teorie un po’ ragazzine diciamo così invece di farci precipitare tutti quanto nella disperazione dell’1+1 fa 2 che è regalo del pentaleghismo al potere. Per Corallo, se abbiamo inteso bene la sua arringa pre-anno sabbatico, il PD avrebbe difeso il capitalismo e i mercati così come Burioni e la scienza difendono l’importanza dei vaccini e della scienza medica come prevenzione. Insomma i mercati sono fatti da gente che vuole fare i soldi così come la scienza è fatta di gente che fa i soldi coi vaccini.

L’affermazione dimostra che il verbo grillico è una malattia contagiosa e che non c’è vaccino che tenga.

Quindi il buon Corallo, sempre più tinto di verde e di giallo, si scaglia contro l’Europa: le colpe dell’UE? Avere lasciato indietro il Mediterraneo, essere antidemocratica, miope, cattiva, con una guida franco-tedesca che non include i poveri, siano maledetti i ricchi. Quindi una perla, l’ennesima: “Il PD si è preoccupato solo dei mercati e non delle persone” – o qualcosa di simile. E quindi un fantascientifico scatenarsi contro la meritocrazia italiana che (tenetevi forte!) “lascia indietro gli ultimi”.

Ma siamo certi che non si è accorto di ciò che stava dicendo. E’ il limite dell’infervorarsi.

L’agghiacciante, ma divertentissimo, video dell’intervento di Corallo lo trovate di seguito. Ascoltatevelo bene: è il perfetto manuale di come non si fa politica, e di come – senza fare politica – si diventa una star della vacuità della politica in pochi minuti.





 

(19 novembre 2018)

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