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La Francia proibisce i social ai minori di 15 anni
La Francia ha detto niente social ai minori di 15 anni. Il Parlamento francese ha oggi approvato una... →
Questo pomeriggio, attorno alle 16.30, una nostra inserzione pubblicitaria a pagamento relativa ad un articolo che pubblichiamo qui è stata rifiutata perché a dire di Facebook contiene volgarità ed espressioni discriminatorie nei confronti delle minoranze. Qualche giorno fa un altro pezzo che parlava di Silvio Berlusconi è stato rimosso dalla nostra pagina sul social e lo abbiamo dovuto ripostare, ma senza poterlo condividere. Stesso destino per questo articolo, la cui condivisione e i tag ci sono stati impediti.
Qualche giorno fa ci è stata impedita un’inserzione pubblicitaria negli USA, a pagamento, perché non ci è permesso postare pubblicità di contenuti politici (l’articolo era questo) in quel paese; dopo la nostra protesta – non è una perversione protestare per pagare? – una nuova risposta che ci diceva come l’annuncio pubblicitario era stato approvato perché privo di contenuti politici e quindi sarebbe stato pubblicato. La pubblicazione non è mai avvenuta.
Elly Schlein a “In Onda”: “Non è compito della politica precipitarsi a commentare quello che accade”
"Ci fidiamo della magistratura", il ruolo della politica è trovare soluzioni "si poteva evitare?". Parliamo di tecniche di... →
Siamo spesso vittima della scellerata ed incontrollata politica censoria del social di Zuckerberg che non è soltanto incomprensibile, ma è vittima di se stessa lasciando (volutamente?) libero spazio agli sproloqui demenziali e carichi d’odio di molti suoi utenti (le chiamano “opinioni”) per censurare poi ingiustificatamente ed incomprensibilmente contenuti che ci discriminatorio non hanno nulla e tutto fanno, fuorché incitare all’odio.
(15 novembre 2018)
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