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Matteo Renzi a Otto e Mezzo: “Urso e l’intelligenza, non solo artificiale, hanno litigato da piccoli”
Nell'immediato post-sondaggio SWG per il TG La7 di Enrico Mentana, sondaggio che vede i tre maggiori partiti tutti... →
Dall’Associazione Polis Aperta riceviamo il comunicato che segue che offriamo integralmente ai nostri lettori.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Occorre arginare immediatamente escalation di aggressioni omofobe e razziste a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi. Violenza verbale e fisica sono reati, oltre a ferire le persone, questi atti ignobili violano le leggi dello Stato e come tali devono essere perseguiti senza esitazione.
Dopo gli ultimi, feroci, attacchi che sui social hanno preso di mira due coppie, un carabiniere e il suo compagno e un poliziotto con il marito, entrambi “colpevoli” di aver coronato i propri sogni d’amore vestendo orgogliosamente la divisa, l’associazione Polis Aperta, che riunisce personale Lgbti appartenente alle forze di polizia, forze armate e sostenitori, chiede a gran voce l’intervento delle Istituzioni perché questi crimini non restino impuniti. Un silenzio che lascia sole le vittime di questo incitamento all’odio è indegno di una società civile e di uno Stato di diritto. Istituzioni e personale in divisa hanno il dovere di combattere per garantire la legalità e diffondere, attraverso il proprio operato, la cultura del rispetto dell’altro. Episodi d’odio o esternazioni razziste via web non devono più essere tollerate soprattutto se tra gli autori ci sono uomini e donne in divisa che calpestano il senso del dovere discriminando invece di servire e proteggere la popolazione. Oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza ai nostri soci e amici Raffaele e Antonio, al collega Carabiniere e al marito, l’Associazione ha chiesto l’intervento dell’Oscad, perché, dopo gli accertamenti del caso, ogni comportamento lesivo della dignità della persona venga sanzionato secondo le leggi vigenti.
(18 settembre 2018)
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