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L’Arte vista da Emilio Campanella: Isole e Mostre

di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacom #EmilioCampanella

 

 

Due isole contigue, due mostre appena inaugurate e che saranno aperte sino al 6 gennaio 2019. Alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca, una importante retrospettiva dedicata a Willy Ronis (1910-2009): Fotografie 1934-1998. Si tratta di 120 immagini vintage fra le quali una decina, inedite, dedicate a Venezia. Nel percorso espositivo è compreso un buon numero di pubblicazioni, per la maggior parte, mai esposte al pubblico. Ronis faceva parte della corrente umanista della fotografia francese, quella, per capirci, di: Brassai, Gilles Caron, Henry Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques Henry Lartigue, e Marc Riboud. Ci sono tratti comuni fra questi testimoni del tempo e della società: l’attenzione al lavoro, il lato umano delle situazioni e delle persone ritratte. L’esposizione curata da Mathieu Ravallin, si estende sui tre piani del palazzo e si divide in sezioni precise. Al pianterreno gli Esordi ed i Reportages. Al primo piano, Parigi, Parigi: Belleville Menilmontant, Cambiamenti: Lavoro e Società. Al secondo: In giro per il mondo, Venezia e l’Italia, Famiglia e intimità. Nudi, Francia.

Dai titoli delle sezioni, si comprenderà come venga mostrato a trecentosessanta gradi, l’ampio lavoro di Ronis, nei lunghi decenni su cui si estese la sua carriera. Molti ambienti differenti, molti volti, molte città. Faccio presente: Les Amoureux de la Bastille, Paris 1957. Una coppia in primo piano, sulla sinistra; lei è di spalle, con un tailleur dalla giacca avvitata, come nella moda di quegli anni, lui è di profilo, sono molto vicini, la mano destra di lei su una bella balaustra in ferro, nella morbida luce pomeridiana i tetti della città, in lontananza Notre Dame, la Tour Eiffel. Sempre nella sezione francese: Il giocatore di bocce, 1947, dalla straordinaria dinamica. Lago ghiacciato al Bois de Boulogne, 1954. Un ricordo d’infanzia non mio. Mia madre mi parlava del lago ghiacciato del Bois, meta delle nostre passeggiate. Avevo un anno ma l’ho sicuramente visto, pur non potendolo ricordare. Ora un altro bambino, più grande, in partenza per le vacanze. un grande zaino in spalla, un orsacchiotto che ne fuoriesce… Non sembra esserci spazio per molto altro! La foto è intitolata: Vincent, sur la route des vacances, 1946, e per concludere: Fondamente Nuove, Venise 1959. Una fuga di pontili e pontiletti lungo la riva; una bimba su uno di questi, sembra danzare, percorrendolo. in fondo, la cosiddetta Casa dei Fantasmi. Ora ha perso quel nome, è stata restaurata, ed ha sempre una posizione magnifica. sulla fondamenta, un distributore di benzina che allora on c’era. La mostra é aperta dalle dieci alle diciannove e chiude il martedì.

Sull’esposizione di Willy Ronis vi consigliamo l’ascolto del programma in #podcast L’Arte parlata da Emilio Campanella che il nostro critico realizza in esclusiva per Radiogaiaitalia.com.

L’esposizione di San Giorgio, al settimo anno di collaborazione fra la Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung per Le Stanze del Vetro, s’intitola: La Vetreria M.V.M. Cappellin ed il giovane Carlo Scarpa, 1925-1931. E’ aperta dalle 10 alle 19 e chiude il mercoledì. Come al solito illuminata con grandissima accuratezza ed allestita con attenta e sobria eleganza, prende in esame un breve lasso di tempo e la collaborazione fra l’antiquario Cappellin ed il giovane, geniale architetto, sempre nell’intento di rinnovare il vetro veneziano, liberandolo dalle forme stanche e ripetitive della tradizione.

Otto sale e diciotto sezioni per mostrare un ampio repertorio di forme, colori, decorazioni, impasti innovativi e dalle forme essenziali. La mostra si apre con un magnifico vaso sferico con piede troncoconico, di semplice, essenziale, bellezza, alle spalle una fotografia che occupa l’intera parete, con tutto un repertorio della produzione dell’epoca. Quello che maggiormente colpisce è il modo di affrontare forme arcaiche riproponendo decorazioni dalla storia plurimillenaria in vetri d’impasto cromatico sui quali la luce porta ad effetti di straordinaria suggestione.

 




 

(16 settembre 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

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