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Via i vitalizi, poi via 345 parlamentari e poi via col realizzare il programma-forcaiolo del giubilo sulla pelle degli altri

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di Giovanna Di Rosa #politica twitter@gaiaitaliacomlo #vitalizi

 

 

 

Dunque stop ai vitalizi. Giusto? Non giusto? Provvedimento impugnabile? Impallinabile al Senato? La Cassazione lo massacrerà? In questo momento non è importante: i vitalizi non piacevano agli Italiani che li percepivano come un privilegio, quindi sono stati aboliti. E’ così che il forcaiolismo al potere ha deciso. Ora il Senato voterà a sua volta, ma non dovrebbero esserci sorprese per la maggioranza, dati i numeri sui quali può contare. Il ministro Fraccaro, travolto dall’entusiasmo – bisognerebbe sempre evitare di farsi travolgere – dichiara a caldo “Dopo i vitalizi ora tagliamo i parlamentari: via in 345“, affermazione che lascia a bocca aperta perché il taglio dei parlamentari è il patibolo sul quale è stato consumato l’omicidio politico di Matteo Renzi da parte di tutta la classe politica italiana, PD e M5S/Lega in testa. A loro riuscirà ciò che a lui no?

Non è affatto da escludere che la misura possa essere presa in considerazione e godere dei favori dell’attuale parlamento, ed eventualmente anche arrivare in porto con il voto favorevole finale, e non vogliamo spingerci fino ad ipotizzare lo scempio istituzionale e lo scannamento costituzionale che potrebbero derivare da una decisione su 345 parlamentari in meno, in questa sede vogliamo sottolineare la lezione che dalla maggioranza arriva dritta nei denti al PD che affossò la Legge Richetti sul taglio dei vitalizi perché non piaceva ai Baroni del partito.

Riteniamo che non ci sia molto da ridere e nemmeno da festeggiare, la volgarità umana delle grida di giubilo sulla pelle degli altri è la cifra della pochezza non solo istituzionale delle attuali forze di governo e dei loro elettori forcaioli, ma da questi cialtroni si può imparare una lezione che potrebbe servire addirittura al PD che non l’ha mai imparata: per perseguire un obbiettivo bisogna andare tutti nella stessa direzione.

Nel frattempo, mentre vediamo che l’obbiettivo degli attuali baroni del governo è farla pagare a chi ci stava prima per calmare la sete di vendetta dell’Italiano che li vota e per il quale la causa delle sue disgrazie è sempre qualcun altro, facciamo notare sommessamente ai giubilanti un dettaglio che agli assetati di giustizia, coerenza ed onestà sembra sfuggire e che riguarda il come mai  il ministro Bonafede non ha ancora spiegato, in modo credibile, perché la sede provvisoria del palazzo di giustizia di Bari si trovi in un immobile affittato da un privato sospettato di aver prestato soldi alla mafia quando potrebbe farlo in parlamento ed addirittura spiegarlo al Paese.

Ma non ci aspettiamo tanto. Perché i grandi problemi del paese sono gli immigrati, le navi come la Diciotti (non la “nave di Don Ciotti” come scritto da qualche demente sui social), i 345 parlamentari in più, i vitalizi, Matteo Renzi, le coppie omosessuali, le unioni civili, insomma problemi epocali che di fronte a bazzecole come le collusioni mafiose, i leader politici che si fanno foto coi camorristi o coi loro famigliari, la parola mafia che scompare dall’agenda politica, partiti che devono milioni di euro allo stato e loro segretari che non nominano nemmeno la questione, impallidiscono.

 




 

(13 luglio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

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