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Il “pollice opponibile” come offesa personale: o della tragedia dello “scienziato-zappatore” incolto che poi vota

di E.T. #elettori twitter@iiiiiTiiiii #dita

 

 

 

Il post su Twitter grondava indignazione: “Il pollice opponibile ce lo avrà lei!! E porti rispetto al Ministro dell’Interno!!!” e dietro il post un mondo che si sganasciava dal ridere. Anche se da ridere c’è veramente poco. Parliamo della scomposta reazione di una Signora – sospettiamo che sia un algoritmo in realtà, e che abbia creato un falso profilo – la quale in risposta ad un post che parlava di “pollice opponibile”, quel dono dell’evoluzione grazie al quale facciamo, noi umani insieme ad altri primati, tutto quello che possiamo fare con le mani, riteneva il dono un’offesa – e vedendo certi casi umani, il suo compreso, è difficile darle torto – scagliandosi contro il poveraccio la cui unica colpa era di conoscere cos’è il pollice opponibile e di cercare di usarlo accompagnandolo col cervello.

Non ci sarebbe niente di male e potremmo chiudere queste uscite da disperati con alcune grasse risate, magari in compagnia di colei – coloro? – che lo strafalcione ha partorito, ma questi sono tempi da menagrami dove l’ignoranza riscatta sé stessa trasformando la conoscenza in un nemico da distruggere e nei quali quell’ignoranza è assurta a classe dirigente del paese grazie a menti preparate che ne hanno scoperto ad utilizzato il potenziale per conquistarsi il potere.

Questi poveracci che non sanno mettere in fila tre verbi, non c’è disprezzo è la realtà, hanno trovato la loro piena realizzazione nell’insultare sconosciuti sui social, bloccarli preventivamente (anche noi siamo stati bloccati da questa sconosciuta con la quale non abbiamo mai scambiato una virgola), ridistribuire sui social che costituiscono la loro essenza vitale – e grazie ai quali i social gongolano e crescono – i loro insulsi ed inutili sgrammaticati pensieri per trovare poi la loro realizzazione finale nel voto alle elezioni dal quale è scaturito il fascismo del proletariato incolto che è la nuova formula grazie alla quale Salvini trionfa e Di Maio Tolinelli vengono scambiati per statisti.

Così va questo mondo dove il colpevole viene individuato addirittura nel pollice opponibile, scambiato per offesa personale. E’ il destino dello zappatore che si sente Einstein perché si legge su uno schermo. Io da parte mia, spero di morire presto.

 





 

(11 luglio 2018)
©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

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