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Il nemico del PD è il Matteo che sta dentro e non quello che spadroneggia fuori

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foto: ANSA

di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #PD

 

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I due giorni dell’Assemblea Nazionale PD, un inutile scannatoio interno che non farà altro che accrescere il divario tra il Partito e la società civile, considerando che per 7 mesi, fino al Congresso insomma, Martina e Soci si faranno a pezzi per il controllo del partito, hanno chiarito un punto: il problema che il Partito Democratico ha individuato si chiama Matteo, ma di cognome fa Renzi e non Salvini. Si chiama lungimiranza politica. La stessa che ha portato il partito a perdere tutte le elezioni possibili prima e dopo Renzi.

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Il politicamente inutile, e afono, intervento di Martina, gli attacchi di Nicola Zingaretti che già si sente il condottiero che salverà il partito dalla rovina, la testa bassa durante l’intervento di Renzi dell’ex-fedelissimo Matteo Richetti che improvvisamente si è convinto di essere un politico di razza, ma non dice da dove gli venga tale assurda idea, ed abbandona l’amico e sodale, e la critica politica dell’ex-segretario, al solito veemente e durissima che gli egopati interni al PD hanno denunciato come arroganza, protervia, che hanno tacciato di insopportabilità. Perché nel PD sono così: finti. E il loro nemico non è mai l’orribile destra italiana, la più assolutamente pericolosa del mondo occidentale, ma è sempre qualcuno interno al partito. E così da sempre. E’ così dai tempi del PCI. E così nell’era in cui si fa la guerra, sono parole dell’ex segretario “al Matteo sbagliato”.

Riascoltando la registrazione video dell’intervento di Renzi, francamente non c’è molto da aggiungere. Quella dell’ex presidente del Consiglio è la solita critica alla Renzi, forte, insopportabile, se volete, ma si tratta di una critica politica. Ma al PD della critica e della politica non interessa nulla: ciò che interessa a questo mastodonte asmatico che si spaccia per un rivoluzionario di sinistra con lo scatto da centometrista è la spartizione del potere, la distribuzione interna dei nuovi equilibri e soprattutto la morte politica dell’odiato Matteo. Che non è evidentemente Salvini.

Il video parla chiaro: Matteo Renzi ha il PD in mano e se decidesse di cambiare casacca e fondare un nuovo movimento, per il partito che Maurizio Martina si trova a dirigere in un momento drammatico per la sinistra, sarebbero problemi. E si ridurebbe a percentuali da una cifra. Il video parla chiaro: le cose che Renzi ha detto non potevano non infastidire. E il fastidio non è politico. Il fastidio è di coloro che vogliono prendersi il PD. Dell’Italia a questi signori, come ai signori di LeU, non frega nulla.

 





(9 luglio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

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