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Tredici milioni di occupati in 6/7 anni (ma anche no). Facciamo due conti?

di Giancarlo Grassi #DecretoDignità twitter@gaiaitaliacom #Lavoro

 

 

Va anticipato che vi state apprestando a leggere un articolo un po’ superficiale, ma anche approfondito, i cui numeri sono precisi, ma anche no, che le fonti sono attendibili, ma potrebbero anche non esserlo. Vi avvisiamo per coerenza e per rispetto al Decreto Dignità del ministro del Lavoro nato con l’endorsement di Stefano Fassina che dice: “Se saremo bravi possiamo creare circa 13 milioni di posti di lavoro” (…) “ovviamente non sto qui a dire che creeremo 13 milioni di posti di lavoro, non sono venuto qui a dire questo”. Quindi sappiate che se il ministro del Lavoro può dire una cosa e anche il suo contrario possiamo farlo anche noi. E’ l’effetto della coerenza secondo convenienza che, stando alle intenzioni di voto, tanto paice agli Italiani. Certamente ci regalerà milioni di lettori.

Dunque attualmente gli occupati si attestano a 23 milioni 382 mila unità; i 13 milioni di posti lavoro possibili in 6/7 anni, ma anche impossibili in 6/7 anni, porterebbe il totale degli occupati attorno a 36 milioni 382, ai quali vanno aggiunti 17.886.623 pensionati per un totale di 54.268.623 unità. Rimangono – per arrivare al totale di italiani vivi di 60.483.973 al 31 dicembre 2017, – circa 6.215.350 persone. Gli Italiani che hanno meno di 14 anni sono 8.300.000. Ne deriva che il totale degli occupati più i possibili 13 milioni di posti di lavoro del Decreto Dignità più i pensionati più gli Italiani che hanno meno di 14 anni fanno un totale di 62.568.623 Italiani. Ne mancano all’appello, rispetto al totale della popolazione, 2.084.650. Mancano ai conti i lavoratori in nero, numerosissimi, che non fanno numero perché sconosciuti.

Tutto questo solo per contare perché anche i numeri, in questa Italia pentaleghista sono soltanto un’opinione.

Partendo dal presupposto del ministro del Lavoro il cui obbiettivo era cancellare il Jobs-Act dell’odiato Renzi e non il creare nuovi posti di lavoro reali, ed avendo come punto di partenza la sua dichiarazione riportata più sopra, quella cioè che spiega che non è detto che i 13 milioni di posti di lavoro di cui si vaneggia vengano poi creati sul serio, ed avendo sotto gli occhi le feroci proteste dell’industria italiana sui provvedimenti pentaleghisti chiamati Decreto Diginità ne deriva che se l’odiato (dal pentaleghismo) Jobs-Act ha fatto solo disastri, il Decreto Dignità è nato morto e quei 13 milioni di posti di lavoro in 6/7 anni verranno creati, ma anche no. Cioè tutto rimarrà com’è. Anzi le cose, come tutti i governi dove la Lega è stata parte attiva dimostrano, non potranno che peggiorare.

Come ogni propaganda anche quella gialloverde è fallace.

Vi avevamo anticipato che stavate apprestandovi a leggere un articolo un po’ superficiale, ma anche approfondito, i cui numeri erano precisi, ma anche no, che le fonti erano attendibili, ma avrebbero anche potuto non esserlo. Vi avevamo avvisati per coerenza e per rispetto ricordandovi che il Decreto Dignità del ministro del Lavoro nato con l’endorsement di Stefano Fassina diceva: “Se saremo bravi possiamo creare circa 13 milioni di posti di lavoro” (…) “ovviamente non sto qui a dire che creeremo 13 milioni di posti di lavoro, non sono venuto qui a dire questo”. Quindi eravate avvisati sul fatto che se il ministro del Lavoro può dire una cosa e anche il suo contrario avremmo potuto farlo anche noi per effetto della coerenza secondo convenienza che, stando alle intenzioni di voto, tanto piace agli Italiani. Certamente ci regalerà milioni di lettori.

Perché la propaganda pentaleghista rende liberi.

 




 

(4 luglio 2018)

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