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Pierluigi Bersani: “Alla Sinistra servono facce nuove”… Che intuizione! E da che pulpito…!

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di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Sinistra

 

 

Eccolo uno dei leader della sinistra che ha perso tutte le elezioni, fautore del nuovo movimento che doveva fare sfracelli ed è inesistente ed ininfluente ai fini delle scelte che contano, pontificare dal suo inesistente pulpito sul futuro della sinistra italiana. La soluzione, dice Pierluigi Bersani già “dei giaguari” sta nello svecchiamento della classe politica: “Facce giovani”, dice Bersani. E se lo dice lui…

In un intervento su Repubblica l’ex segretario PD che non perdeva tempo a pettinare le bambole, perché lo impiegava tutto a perdere le elezioni, ri-parte da banalità persino più prevedibili di una discussione al bar sui Mondiali di Calcio. Parla di “generosità dei passi indietro (comincio da me)” dice Bersani “e soprattutto generosità dei passi avanti, da parte di nuovi protagonisti che sono oggi ai margini della politica, dentro a larghi mondi democratici e di sinistra troppo malati di passività, di opportunismo, di nicodemismo e ancora troppo restii a darsi una mossa. Ci si muova dunque, si facciano i primi passi, evitando improvvisazioni e formulette e le scorciatoie che allungano la strada”.

L’autocritica bersaniana usa il “noi” intendendo il voi e si sbilancia a dire che tutti “sinistra moderata o radicale, civica o ambientalista, cattolica o laica, tutti abbiamo perso. Tutti siamo stati rifiutati dalle periferie sociali, territoriali, urbane del paese. Può darsi che fra qualche mese ciascuno avrà deciso di salvarsi per conto suo“, dimostrando di avere la memoria fallace. Fu il suo esperimento chiamato Liberi e Uguali a decidere non di salvarsi da solo, ma di affondare l’affondabile. Tanto poi c’è l’autocritica, fenomeno simil-religioso, con il quale gli esponenti di sinistra si mondano dei loro peccati.

Tacciano, è la mia opinione persone e non la linea del quotidiano che mi ospita, lui e i suoi sodali, che sono i maggiori responsabili della distruzione di una sinistra che non è più credibile, non ha più programmi, parla al passato ed è divorata dalle rivalità personali. Lo dico da osservatore ed ex simpatizzante di un uomo politico che un tempo fu brillantissimo ed innovativo, ma che ha tristemente fatto il suo tempo.

 





(4 luglio 2018)

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