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L’Algeria abbandona 13mila migranti nel Sahara dietro pressioni dell’Unione Europea

di Alexandru Rotaru #migranti twitter@gaiaitaliacom #algeria

 

 

L’Algeria,negli ultimi 14 mesi, avrebbe abbandonato oltre 13.000 persone nel deserto del Sahara, tra cui donne incinte e bambini, espellendoli senza cibo o acqua e costringendoli a camminare verso il Niger a volte sotto la minaccia di una pistola e sotto temperature che arrivano fino a 48 gradi. Molti di loro non riescono a sopravvivere. I fortunati [sic] che arrivano in Niger, i più fortunati, si trascinano attraverso una desolata terra di nessuno di 15 km fino al villaggio di confine di Assamaka. Altri vagano per giorni prima che una squadra di soccorso delle Nazioni Unite possa trovarli. Un numero incalcolabile muore; tra i sopravvissuti intervistati da Associated Press, molti hanno raccontato di persone nei loro gruppi che semplicemente sono svanite nel Sahara. In molti hanno perso la cognizione del tempo e stavano perdendo le speranze fino a poco prima dell’arrivo dei soccorsi.

Alcune donne hanno raccontato di aver visto altre donne incinte sparire nel deserto, poiché non conoscevano la strada. Il rapporto della Associated Press, che riportiamo in parte, riporta testimonianze di migranti e rifugiati provenienti da tutta l’Africa lasciati morire nel deserto del Sahara.

Secondo il racconto di AP le espulsioni di massa in Algeria sono aumentate da ottobre 2017, ida quando l’Unione Europea ha aumentato la pressione sui paesi nordafricani per far fronte ai migranti e ai rifugiati che vanno verso nord attraverso il Mar Mediterraneo o verso le barriere con la Spagna. L’Unione Europea sarebbe a conoscenza di ciò che l’Algeria ha fatto e sta facendo, ma i “paesi sovrani” possono espellere migranti e rifugiati finché si conformano al diritto internazionale. A differenza del Niger, l’Algeria non riceve i fondi dell’Unione europea destinati a contribuire alla crisi migratoria, sebbene ne abbia ricevuti 111,3 milioni per aiuti di altro tipo tra il 2014 e il 2017.

L’Algeria non fornisce dati sulle espulsioni “involontarie”, ma il numero di persone che attraversano a piedi il Niger è aumentato da quando l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha iniziato a contarle, cioè a partire dal maggio del 2017, quando 135 persone furono abbandonate. Quelle 135 persone in meno di un anno erano diventare 2.888 nell’aprile 2018. Secondo l’IOM il totale di coloro che sono transitati e sopravvissuti alle marce forzate sono 11.276 tra uomini, donne e bambini.

Almeno altre 2.500 persone sarebbero state costrette ad un viaggio simile nel vicino Mali, con un numero imprecisato di morti lungo la strada. Migranti e rifugiati raccontano di essere stati arrestati centinaia alla volta, stipati in camion per ore fino a quello che è noto come Punto Zero, poi lasciati nel deserto e costretti a camminare verso il Niger. Spesso con una pistola alle spalle.

La conta dei migranti e dei rifugiati è confermata dai video raccolti dall’Associated Press per mesi, che mostrano centinaia di persone che barcollano lontano dalle linee di camion e autobus, perdendosi nelle nebbie del deserto. Ci sono testimonianze di persone che si sono viste sparare addosso dalle guardie senza un motivo. Un giovane ha filmato la sua deportazione col telefonino che è riuscito a tenere nascosto non si sa come. Il video, la foto in alto è di Associated Press, mostra persone ammassate sul pavimento di un camion aperto, cercando invano di nascondersi dai gendarmi.

Anche noi di Gaiaitalia.com Notizie in vista di una manifestazione culturale da noi organizzata e che prenderà il via tra la fine del 2018 e gennaio del 2019, stiamo lavorando su testimonianze dirette di alcuni migranti: anch’essi, come conferma il reportage di Associated Press dal quale Alexandru Rotaru ha preso spunto per questo articolo, raccontano di tremende esperienze tra il Niger e la Libia.

Uno di loro rifiuta di raccontare ciò che è successo e scoppia a piangere nel momento in cui riceve la domanda diretta.

 




 

(26 giugno 2018)

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