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Il migrante ucciso nel Vibonese era un attivista del sindacato

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di G.G. #migranti twitter@gaiaitaliacomlo #razzismo

 

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Nelle migliaia e migliaia di commenti d’indignazione seguiti alla morte per ammazzamento del giovane Soumaila Sacko, il 30enne del Mali ucciso ieri nel vibonese ad opera di un uomo sceso da un auto che ha sparato a lui, freddandolo, e ad altri due migranti, si è perso un fatto semplicissimo: Soumalia Sacko era un attivista del sindacato che lottava per migliori condizioni di lavoro ed era da sempre in prima fila nella lotta per la difesa dei braccianti immigrati sfruttati nella Piana di Gioia Tauro.

Scrive il quotidiano Il Vibonese che i tre migranti, tutti con regolare permesso di soggiorno, stavano raccogliendo (non rubando, come molti hanno scritto) delle lamiere nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla” di San Calogero, non distante dal bivio per Calimera lungo la Statale 1 ed erano giunti sol posto in bicicletta. Un uomo su un Fiat panda bianca si è avvicinato, si è fermato, ed è sceso armato di fucile premendo quattro volte il grilletto contro i tre ragazzi del Mali che stavano raccogliendo materiale in ferro per rivenderlo o utilizzarlo nella baraccopoli dei braccianti di San Ferdinando dove vivevano. Fonti investigative confermano poi che non ci si trova dinanzi ad alcun furto da parte dei migranti,atteso che non esiste nessun proprietario che possa rivendicare l’asportazione delle lamiere abbandonate. Gli inquirenti seguono una pista precisa e sviluppi sono attesi nelle prossime ore per assicurare alla giustizia l’uomo che ha aperto il fuoco.

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Giusto recuperare un minimo di informazione legata alla realtà dei fatti che vada al di là dei deliri buonisti dei leoni da tastiera, della faciloneria dei grandi quotidiani che cinque minuti dopo l’agguato sapevano già che l’assassinato ed i suoi due amici erano ladri e dell’odioso razzismo dei troppi che credono che dal colore della pelle dipenda l’onestà della gente. Compresi certi ministri dell’Interno che invece di cominciare a fare il loro mestiere continuano a tenere comizi in giro per l’Italia aizzando i cani.

 




 

(4 giugno 2018)

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