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Matteo Salvini è contro i migranti mentre Toni Iwobi vuole i visti per i migranti del Centro Africa: il razzismo bifronte della Lega

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di Giancarlo Grassi  #razzismo twitter@gaiaitaliacom #leghismobifronte

 

 

Matteo Salvini continua a gridare incongruenze contro gli immigrati, l’unica cosa che non dice è che la legge Bossi-Fini voluta dalla Lega rende così difficile avere un visto regolare che a chi vuole espatriare quasi conviene farlo da clandestino sperando di regolarizzarsi una volta qui. Sono grida a fini elettorali, perché Matteo Salvini ha un’ambizione smisurata, pari solo alla sua volgarità, e vuole tutto e lo vuole subito. Così si è messo un négher in casa, perché la coerenza e l’opportunismo vanno sempre in coppia. Come lo sporco e il sapone.

Assistiamo quindi al proliferare di due Leghe che rispetto al razzismo e all’immigrazione la pensano in due modi completamente differenti: da un lato il segretario pro-tempore che decide tutto lui, ma comandano Umberto Bossi, Roberto Maroni e Silvio Berlusconi, che continua a gridare al négher al négher e dall’altra il nigeriano Toni Iwobi altro parlamentare leghista che la vergogna non sa cos’è, che ordina alle ambasciate italiane di Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Senegal, di rilasciare visti regolari perché secondo lui “La maggior parte di chi sbarca in Italia” viene da quei paesi lì. L’approssimazione leghista non guarda il colore della pelle. E’ contagiosa come la creduloneria grillina. E come il razzismo. Toni Iwobi infatti non ha nessuna difficoltà a proclamarsi “razzista” e a gridare” prima gli Italiani”, proprio come se la sua pelle fosse verde. Una pena.

Dunque niente stranieri in Italia, ma anche sì, a patto che vengano dai paesi che ha deciso la Lega – chissà come mai non si nomina la Tanzania – e che sono cari al parlamentare Toni Iwobi che si guarda bene dal raccontare cose che riteniamo conosca, dato il paese da cui proviene, cioè la tratta delle nigeriane che vengono avviate alla prostituzione ricattate con il voodoo o con cosette più accessibili ai più come il ricatto; o la situazione nigeriana che pare non essere , in questo momento, un paese dove sia così facile vivere. Possibile che la sua affermazione, o il mettersi di traverso al verbo di Salvini l’Onnipotente, gli costi la poltrona in caso di nuove elezioni.

Dunque la Lega ondivaga colpisce ancora: toni forti da perenne campagna elettorale per il segretario pro-tempore e front man, ma nella realtà situazioni molto più sfumate. Razzismo? No. Non esiste più: i négher adesso sono i benvenuti. A patto che provengano dai paesi elencati da Toni Iwobi. Perché il potere lo si esercita in tante maniere differenti. A volte anche fingendo di avere buone idee o essere magnanimi. O di essere più razzisti del Capo.

 





 

(7 maggio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

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