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Rinuncia alle candidature: i bugiardi seriali son confusi e si sbugiardano da soli

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di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitalia.com #Elezioni2018

 

 

La narrazione cara alla Sacra Setta raccontava, per bocca del candidato premierino, che coloro che non erano degni di far parte del M5S e delle sue liste avevano firmato un documento incomprensibile, son parole di Emanuele Dessì, nel quale rinunciavano alla poltrona (è la barzelletta dell’anno) e alla loro candidatura. Ometteva, la narrazione cara alla Sacra Setta, un particolare nient’affatto secondario: cioè che una volta depositate le liste al Viminale solo il Viminale può decidere se i candidati sono incanddidabili o no.

Dopo l’uomo dei 7,75 di affitto al mese vennero i massoni, quattro, e così la necessità di restituire un po’ di slancio all’appannato movimentucolo di incolti dalla feroce ambizione, così che la bugia venne reiterata con slogan di straordinaria efficacia, sempre made in premierino, come quel ghéimover dalla “e” rigorosamente chiusa, che doveva essere la chiosa alla questione. Purtroppo non va così.

E’ addirittura Paola Taverna, deputata grillina nota per la sua classe da gran dama e per il raffinatissimo eloquio, a dover confermare che i cosiddetti incandidabili non lo sono di fatto, essendo impossibile evitarne la candidatura dopo averli candidati, anche se impresentabili secondo la ferrea normativa a 5Stelle che cambia secondo le necessità del momento. Lo fa con una dichiarazione al programma di Giletti su La7, insomma in casa propria, il video della quale è pubblicato dal quotidiano Huffington Post.

Naturalmente i geni della candidatura opportunistica potranno sempre dimettersi in seguito, e lasciare il posto a un altro impresentabile possibilmente incolto e sgrammaticato che sia gradita al Gotha del Sacro Blog. Staremo a vedere cosa succederà nel post-elezioni, ormai il 4 marzo è vicino. Nel frattempo abbiamo avuto la fortuna di capire, ancora una volta, che il movimento della Sacra Setta di politica, di istituzioni, di regolamenti, insomma di come funziona l’Italia non sanno assolutamente nulla.

E, come tutti gli Italiani che non sanno nulla, si presentano come i salvatori della patria.





(20 febbraio 2018)

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