19.6 C
Roma
20.2 C
Milano
Pubblicità
Pubblicità
Torino
nubi sparse
15.7 ° C
17.5 °
13.9 °
81 %
3kmh
32 %
Lun
20 °
Mar
22 °
Mer
25 °
Gio
24 °
Ven
19 °

POLITICA

Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
Home#Milapersiste#Visioni di Mila Mercadante sui siti "silenziatori" con la "o" aperta (e...

#Visioni di Mila Mercadante sui siti “silenziatori” con la “o” aperta (e la censura pronta)

Pubblicità
GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram

di Mila Mercadante #Visioni twitter@gaiaitaliacom #silenziatori

 

 

L’informazione cosiddetta accreditata, o meglio autoaccreditata, si attribuisce il monopolio della verità delegittimando e attaccando le altre fonti. Il successo crescente e l’affermazione dei siti di informazione indipendente o di settore (mi riferisco solo a quelli seri) dipendono non soltanto dalla capacità di sostenere le parole coi fatti e dalla preparazione culturale di chi li gestisce ma anche dalla disaffezione dei cittadini verso i maggiori quotidiani e la televisione, generalmente di proprietà di industriali e gruppi finanziari, generalmente appendici di un governo o di determinate correnti politiche. Non si può negare che in un tale ambito il lavoro di pochi giornalisti non allineati sia vanificato da una maggioranza di obbedienti alle direttive. Se un giornalista azzarda un articolo non gradito alla linea editoriale del giornale per cui scrive accade che debba scusarsi con i lettori e rettificare. I fatti vengono narrati in ottemperanza alle regole della propaganda, la quale presuppone un a priori non modificabile. Dovunque e da sempre la tecnocrazia ci nutre di manipolazioni ma sta sviluppando la tendenza a creare difficoltà, soprattutto sui social, agli organi non ufficiali di diffusione di notizie: questa tendenza odora di minculpop.

Il vantaggio di cui ormai godono i blog e i siti indipendenti – a qualunque ideologia si ispirino – è innegabile. Questo rende maggiormente antipatici certi scivoloni dei migliori tra essi. Non è raro che commettano gli stessi errori contro i quali tuonano: evitando di pubblicare commenti di lettori che si mostrano critici o poco omologati su alcuni temi finiscono col non tener fede ai valore della partecipazione e della pluralità a cui si ispirano. Non diventano propriamente dei censori ma ce li ricordano. La censura è altra cosa e non attiene al caso per il semplice fatto che quei siti nascono proprio per svolgere la funzione opposta. Né la superiorità culturale (spesso reale, talvolta supposta), né lo snobismo, né il timore di accogliere in casa propria lettori tignosi o dubbiosi (ne accetti uno, ne arrivano decine) dovrebbero scalfire i presupposti sui quali si basa la conduzione di un vivace spazio di confronto dialettico. Se è vero che i lettori di determinati siti abbracciano a stragrande maggioranza il medesimo orientamento, va da sé che una esigua minoranza di note stonate non possa costituire elemento di disturbo: allora perché tacitarli? I gruppi troppo chiusi diventano asfittici. Il rischio è che col tempo si formino collettivi e/o circoli intrisi di trionfalismo casalingo ad uso degli eletti e degli intimi.

Siamo in periodo pre-elettorale, e questo forse spiega la maggiore attenzione nei confronti delle critiche, soprattutto se si sfiorano temi importanti. Due esempi: con la sinistra a sinistra di quella che ancora denominiamo impropriamente sinistra, è meglio non toccare il tema dell’immigrazione perché è completamente sorda a qualunque argomentazione che non abbia le caratteristiche care ai No border. Con gli euroscettici non si deve toccare Salvini – che attualmente per somma disgrazia è considerato l’unico candidato in grado di portare avanti istanze quali il recupero della sovranità politica e (oggi si, domani “ni”) monetaria. Se è necessario fare scremature per non perdere tempo e per proteggersi dai guastatori è obbligatorio non far d’ogni erba un fascio estromettendo anche i commentatori in buona fede. A questo punto è preferibile la scelta di alcuni siti di non accettare commenti: chi li frequenta deve leggere, non intervenire. E’ una posizione più onesta rispetto alle arrampicate sugli specchi di quanti fingono disponibilità e apertura e intanto costruiscono steccati intorno alle proprie preziose prese di posizione silenziando opinioni divergenti.

Gaiaitalia.com Notizie gli steccati non li mette, malgrado segua una precisa e inequivocabile linea di pensiero. Voglio dire: io scrivo qui e con quella linea di pensiero non c’entro proprio niente.





(14 gennaio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata




 

 

Roma
cielo sereno
19.6 ° C
20.6 °
17.2 °
59 %
2.1kmh
0 %
Lun
30 °
Mar
33 °
Mer
34 °
Gio
41 °
Ven
27 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE