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Stupiti per il cambio di statuto pro-vittoria elettorale dei 5Stelle? Ma era in arrivo dal 2013…

di Giancarlo Grassi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Elezioni2018

 

 

L’involuzione a 5Stelle annunciata con il solito tono roboante continua a dare il suo prezioso contributo alla dis-informazione e tiene impegnato il geriatrico di Liberi & Uguali Bersani delle Bambole, che non vede l’ora di prendere altri quattro schiaffoni in diretta streaming. Il nuovo [sic] corso del M5S segue la vera vena del movimento del Guitto da Blog, l’essere ferocemente reazionario con la missione restauratrice di non cambiare nulla affinché tutto rimanga com’è e permetta la presenza di un movimento di incapaci gestito da due furboni dichiarati – più i soliti occulti – con due quotidiani, un blog da guerra ed una rete televisiva a disposizione.

Pierluigi Bersani ai tempi dello streaming del 2013 quando giganti politici come Roberta Lombardi e Vito Crimi gliele suonarono di santa ragione

Obbiettivo bloccare l’Italia frantumando l’elettorato in tre tronconi come hanno fatto in occasione del 4 dicembre, cavalcare il malcontento mantenendolo in vita e raccogliere oboli da chi invece di trovarsi un lavoro decente decide di entrare in politica disposto a tutto, anche a contratti-capestro con penali da 100mila euro – inesigibili, perché quella norma del non-statuto è in contrasto con l’art. 67 della Costituzione, loro che ne erano i paladini – pur di portarsi a casa lauti stipendi senza far nulla, senza nulla capire e molto ferire, per totalino mesi 120. Due legislature.

 

Molti si sono stupiti per il cambio di rotta (cambio di rotta?) del M5S di Luigino Di Maio candidato premier che per tentare di vincere le elezioni ha il dovere di tentare il tutto e per tutto. La possibilità di imbarcare nell’avventura anche gli indagati, ora ufficialmente, è certamente scandalosa per chi di una inesistente onestà ha fatto propaganda per i polli, ma è sicuramente assai più scandalosa l’assoluta mancanza di preparazione e cultura politica che i rappresentanti di Grillology hanno regalato [sic] agli Italiani che hanno loro creduto. Un numero imponente: più di 8 milioni di persone alle ultime elezioni del 2013. Quasi che coloro che erano caduti nella trappola berlusconiana per tre legislature, si fossero trasferiti in massa in casa Grillo perché in questo paese c’è sempre bisogno di qualcuno che regali miracoli e false illusioni. Occorreva l’escamotage di dire che i disonesti stavano tutti da un’altra parte, giochetto anche questo mutuato dal genio del male di Arcore. Il fu Casaleggio trovò la sua idea meravigliosa.

Rispetto a Berlusconi a Grillo e ai suoi è andata male in un tempo molto più breve, così che non hanno mutato pelle come raccontano, hanno semplicemente fatto ciò che gli altri partiti fanno da sempre, cioè candidare anche indagati, inserendo in più quella patetica clausola dell’onorabilità del movimento, perché bisogna sempre raccontare di averne una di onorabilità, così almeno la puoi difendere. Come certi mafiosi fanno in chiesa.

Nessuno si scandalizzi, non c’è nessun accostamento tra una cosa e l’altra. E’ dichiarazione di Grillo che la mafia non esiste. E nemmeno uccide i bambini. E noi non crediamo che ci possano essere paralleli tra un fenomeno criminale come la mafia ed un fenomeno socialmente destabilizzante come l’avventura politica del vate del Sacro Blog.

Sabino Cassese – professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, ex ministro della Funzione pubblica, giudice costituzionale per nove anni dal 2005 al 2014 – che dice cose sulle quali una riflessione non fa male. Al direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, infatti, rilasciava pochi giorni fa la seguente dichiarazione: “Non è solo un problema costituzionale, è un problema di democrazia, e l’unica parola che oggi mi viene in mente per sintetizzare la questione, che riguarda il Movimento 5 stelle, è una: qui si parla di eversione, non solo di Costituzione (…) i nostri ordinamenti sono fondati su un principio chiave che riflette il senso della nostra Costituzione: le democrazie sono rappresentative, cioè indirette, e possono avere alcuni innesti di democrazia diretta. Il Movimento 5 stelle vuole rovesciare questo rapporto, che è previsto dalla Costituzione e vuole mettere la democrazia rappresentativa alle dipendenze della democrazia diretta. Qui si parla di eversione, non solo di Costituzione“.

Cerasa purtroppo, e come lui molti, ignorano un fatto fondamentale che è alla base di tutte le glorie del M5S ora, e del berlusconismo prima: gli Italiani che votano in una certa direzione, seguendo le grida e chi accusa più forte – nella loro sempre più profonda e spaventosa ignoranza, che è insieme la causa e l’effetto della loro infelicità – di “democrazia rappresentativa” e “democrazia diretta” e ancor di più della Costituzione, nulla sanno e nulla vogliono sapere ed eleggono i loro rappresentanti, esponenti di certi feroci populismi che partono dal Berlusconi del 1994, formati dalle sue televisione dalla metà degli anni ’80, perché promettono anche agli ignoranti di poter sedere dove si sono seduti i potenti.

E’ il trionfo della politica dell’invidia, altro che rivoluzione a 5Stelle.

 




(1 gennaio 2018)

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