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Il 26 dicembre ci hanno scritto che dopo il 4 marzo ci faranno scomparire, simpaticoni…

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di Il Capo #Roma twitter@gaiaitaliacom

 

 

Il 26 dicembre, Natale era già passato e con lui il buonismo disgustoso di cui si ammanta la gentaglia per sembrare migliore, ci è stato scritto che dopo il 4 marzo – data presunta delle prossime elezioni – ci faranno scomparire. La minaccia in sé, che non è nemmeno una minaccia ma soltanto la boutade di un poverino che ha bisogno di sentirsi qualcuno, come molti di coloro che siederanno in parlamento nella prossima legislatura che saranno molto peggio di coloro che vi siedono oggi, fa sorridere perché conferma la nostra linea: quella di combattere coloro che sono preda di un delirio inconsapevole e di un odio divisivo insensato ed ingiustificato sia dal punto di vista politico che umano.

Il punto è che questi signori una umanità ce l’hanno, ma se la sono scordata al cesso. Come faceva con la memoria la mamma di un mio amico toscano che non gli diceva mai chi l’avesse cercato al telefono. Per questo signore, il cui profilo è già stato bloccato e segnalato, tutti coloro che in qualche modo la pensano diversamente da lui sono nemici da eliminare e la vittoria eventuale del partito nel quale questo minorato si riconosce significa lo sterminio dell’opposizione, il silenziare gli oppositori, la scomparsa di chi scrive cose che lui non condivide. Non sappiamo a quale schieramento politico quest’ometto appartenga, e francamente non ci interessa. Ciò che è interessante invece è che esseri umani che incolpano la vita di non avergli dato nulla quando loro – e solo loro – avevano diritto a tutto, poi siano incapaci di comprendere come gli eventi siano inevitabilmente sottoposti alla legge di causa effetto e che purtroppo, ci piaccia o no, siamo sempre ciò che facciamo e diciamo. Vogliamo dire, ci scuserete il plurale majestatis ma ciò che stiamo scrivendo è opinione condivisa dalla redazione, che prima di incolpare il mondo dei nostri disastri sarebbe necessario riflettere se abbiamo fatto proprio tutto ciò che potevamo fine alla fine; prima di insultare e minacciare chi fa un giornale – ad esempio e tanto per stare in tema – occorrerebbe preoccuparsi di capire se sotto i toni provocatori ed ironici scelti come linea editoriale, ci sia qualcosa in più, magari un disegno culturale sensato. Laddove sensato non significa che si debba condividere.

Ciò che non è per niente sensato invece è l’attitudine sterminatrice di questi poveracci sgrammaticati, incolti ed ignoranti che in nome delle loro teorie terrapiattiste, antivacciniste, falsomondiste ed alieniste (aspettate prima di pensare a certi movimentucoli perché essi, i movimentucoli, sono l’effetto legato a questa gentucola e non la causa), in nome del loro volere diventare qualcuno senza essere nulla e senza averne i mezzi. Ciò che non è per niente sensato è continuare a delegare – ad una elezione, ad un partito, a qualcosa che sta fuori insomma – la risoluzione di povere vite che ci si rifiuta di vivere con sfida e spirito costruttivo perché si perdono i giorni ad incolpare gli altri.

Se poi questo poveraccio che delira della nostra scomparsa dopo il 4 marzo ha a disposizione truppe che vengano ad annientarci allora siamo già tutti fottuti. Non solo noi. Proprio tutti. E lui prima degli altri.




(27 dicembre 2017)

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