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Perché crediamo che non sia utile la campagna sulle “Fake News” così come è imbastita…

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di Daniele Santi, #fakenews twitter@gaiaitaliacom #notizie

 

 

Non ci piace granché la grancassa che si suona sulla questione delle fake news così come indica la partitura uscita dalla Leopolda. Non è che non ci piaccia perché non è giusta. E’ giustissima, in realtà. Ma crediamo non sia utile. Per alcuni motivi che andiamo ad elencare.

Che l’universo di Grillology sia depositario di gran parte delle fake news che vengono prodotte e lanciate sulla rete come si lanciava il napalm sul Vietnam è noto a tutti coloro che vogliono saperlo: a coloro che credono perché hanno bisogno di credere e che le fake news le vanno a cercare perché sono coerenti col proprio pensiero non importerà nulla di ciò che viene detto da Matteo Renzi e dal PD nel post-Leopolda. Loro credono proprio in quella balle lì, le vanno a cercare e affinché le trovino occorre che qualcuno le metta in rete. C’è coerenza tra offerta e domanda. Come in ogni legge di mercato. Tuttavia non va dimenticato che l’evento grillology è stato preceduto da due lunghi decenni nei quali in nome del governo dell’ex cavaliere sono state prodotte un sacco di notizie ad uso e consumo di una parte politica e a discapito dell’altra: pensiamo alle false accuse a Fassino; alle campagne contro Enzo Biagi; a quelle contro Fabio Fazio, al mercato della vacche nota anche come compravendita di Senatori: tutti accadimenti che hanno visto questioni reali essere distorte e manipolate da stampa asservita ad un certo potere e non ad un’altro, a beneficio dell’opinione pubblica che si voleva costruire. Si chiamava manipolazione, oggi si chiamano fake news. Ma sono la stessa presa per il culo diretta alla manipolazione dell’opinione pubblica, che la si chiami in un modo o nell’altro.

E’ evidente, inoltre, che qualsiasi cosa Matteo Renzi ed il PD dicano sulla questione, saranno bombardati dal Salvini di turno che dirà che le uniche fake news vengono dal Governo, perché anche la balla della Padania era stata confezionata da quei poteri dei quali Salvini già faceva parte – ed è ancora lì. C’è quindi una specializzazione, oseremmo dire, non solo nel confezionare, ma anche nel difendere la manipolazione della notizia e rigirarla contro gli avversari.

Matteo Renzi prende tutto di petto, ma non siamo sicuri che questa volta la sua idea di andare lancia in resta contro le fake news sia giusta nel metodo, essendo giustissima nella sostanza. Vediamo all’orizzonte accuse di voler silenziare la rete che gli faranno malissimo, di voler censurare le idee, di voler andare contro la libertà d’informazione, di inventarsi fandonie per vincere le elezioni o, peggio, di volersi creare delle false giustificazioni dato che sa già di perdere le elezioni del 2018. In ultima analisi verrà accusato di essere, insomma, quel genio del male che invece sta da un’altra parte, esattamente dietro la controinformazione che devasta l’Italia dalla discesa in campo dell’ex cavaliere con la sua potenza mediatica dietro le spalle, e della quale i dilettanti allo sbaraglio di Grillology sono gli eredi diretti.

 




(28 novembre 2017)

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