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Mariano Rajoy come Francisco Franco e Nicolas Maduro: repressione ed arresti in Catalunya

di Giancarlo Grassi, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Con un’azione che non lascia dubbi su chi siano gli eredi di Francisco Franco e del suo partito fascista che imprigionò, manganellò e discriminò i Catalani, il primo ministro spagnolo, espressione di quel Partito Popolare che dei franchisti annacquati è diretta espressione, Mariano Rajoy, ha iniziato la repressione nei confronti dei Catalani e del referendum indipendentista del 1°ottobre prossimo inviando la Guardia Civil a sequestrare schede e documenti e ad arrestare esponenti indipendentisti. Una repressione degna di Fidel Castro, di Nicolas Maduro e del suo antico maestro Francisco Franco.

Non s’è mai vista tanta brutale idiozia politica da parte di un capo di governo che considera sé stesso “democratico“, esponente del “cattolicesimo nero” che pretende di essere ancora ai tempi del “Siglo de Oro”, quando la Spagna imperversava con i suoi massacri in giro per il globo.

Nulla potrà contro l’indipendenza catalana, quel buon uomo di Rajoy; nulla potranno i suoi giudici né la sua Guardia Civil che ha reso noto come “si stiano cercando prove dell’imminente celebrazione del referendum”, espressione politicamente corretta che fa ridere anche gli analfabeti. Non c’è bisogno di prove. I Catalani, per bocca dei loro esponenti politici, hanno detto chiaro e forte, a tutto tondo, in numerose occasioni, anche durante gli incontri del Barcellona al Camp Nou, che “as votará”. Cioè, si andrà a votare. E quarant’anni di franchismo hanno addestrato i Catalani, che dovevano insegnare la loro lingua e la loro cultura in scuole clandestine negli scantinati per difendersi dall’ossessione castigliana di Franco, ad andare diritti per la loro strada una volta che quella strada abbiano imboccato.

Mariano Rajoy non reagisce da uomo di stato, ma da dittatorello della repubblica delle banane e calpesta l’autonomia della Catalogna di fronte all’intera Unione Europea dei Diritti che dovrà schierarsi e dichiarare che altri paesi hanno scelto l’Indipendenza in modo incruento (vedi Repubblica Ceca e Slovacchia) e che Mariano Rajoy farebbe bene ad evitare di creare una situazione in cui sia costretto – a meno che non lo voglia – a muovere i carri armati.

Gli arresi hanno riguardato figure di spicco della Generalitat con incarichi di rilievo ai dipartimenti di Economia, Presidenza, Esteri e Governo come Josep Maria Jové, Josep Maria Salvadó, Francesc Sutrias e Natalia Garriga. Oltre a loro è stato arrestato il responsabile dell’ufficio affari esteri del governo catalano, Xavier Puig Farré insieme a David Palancas Serrano. Oltre a loro l’avvocato Pau Furriol e la pubblicitaria Mercedes Martínez Martos.

Una purga in perfetto stile castrista, galiziano come Rajoy, che non farà altro che creare martiri e rendere ancora più urgente l’indipendenza della Catalogna da Madrid. E’ l’ennesimo disastro del gretto Mariano Rajoy che il governo centrale dovrebbe sfiduciare immediatamente per impedirgli altri capolavori. A meno che la saggezza dell’ex monarca Juan Carlos non intervenga, per bocca del figlio Felipe II, a placare gli animi e a traghettare le due opposte fazioni verso un destino separato, ma senza spargimenti di sangue (frase che non è solo metaforica).





(20 settembre 2017)

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