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Medioevo M5S con Cancelleri, “Le donne fanno figli”, e con Giarrusso che definisce “Velina” la Pd Leonardi

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Mentre Beppe Grillo va in giro a fare la questua perché il M5S non c’ha un soldo (non che le feste de l’Unità vadano benissimo, per non parlare della situazione finanziaria della Lega) c’è chi tra i suoi esponenti, vuoi per l’adrenalina della campagna elettorale vuoi per lo stile che si evince da certe foto pubbliche che dovrebbero invece rimanere private, si divertono a parlare di riformismo e modernità, credendo nei rettiliani, scomodando il medioevo ed insultando le donne.

Cancelleri ha dato il via alla questione del ruolo delle donne quando, parlando di una donna all’assessorato all’Agricoltura della Sicilia qualora il M5S dovesse vincere le elezioni del prossimo novembre, ha poi pensato bene di sottolineare le ragioni di tale scelta con un’arguta dichiarazione: “Mi piace pensare che sia una donna a guidare l’agricoltura perché la terra dà i frutti, la donna fa i figli”. Che stile! Un rigurgito di maschilismo inserito in una frase di straordinaria ovvietà quotidiana? No. Semplicemente una delle tante frasi pronunciate da maschi medievali ad uso di maschi medievali. In Sicilia e sotto elezioni funziona. Da altre parti, anche. Senza essere sotto elezioni.

Cancelleri, che avrebbe altri problemi ai quali pensare, è stato duramente contestato da molte delle esponenti del PD che si sono chieste a cosa pensino le donne del M5S, posto che il verbo “pensare” in tale sede pone seri problemi di cittadinanza al suo significato, non avendo fino ad ora ricevuto risposta.

Chi ha dato risposta, e seguito, al maschilismo targato M5S, è stato il simpatico Giarrusso, anche lui M5S, testimone vivente del detto popolare che recita “il vero maschio a’ da puzzà“, non necessariamente per allergia all’acqua o al sapone, ma assai meno fantasiosamente per i commenti verso le donne, soprattutto se sono avversarie in politica.

Ecco così lo scontro tra Giarrusso e l’esponente del PD Anna Rita Leonardi, spesso bersaglio di commenti che definire indecenti è un eufemismo, scontro del quale potete leggere i dettagli a questo link, all’interno del quale Giarrusso definisce Leonardi: “Velina”, perché per sminuire una donna il vero maschio trova sempre l’aggettivo che qualifica la donna come facile oggetto sessuale quasi che il genere maschile non abbia altri mezzi, intellettuali o culturali, per poter contrastare una donna che si pone all’interno dell’agone politico.

Se poi la donna è bella ed è anche capace, e non stiamo montando una difesa ad oltranza nei confronti di Leonardi che ha mezzi in abbondanza per difendersi da sé, il maschio-omone proprio non la può perdonare.

Si prosegue così con l’imbarbarimento dei messaggi politici, l’abbassamento culturale della comunicazione per farsi capire da quelli che ànno qualcosa da dire su Feisbuk, e dalla dialettica politica costruttiva si passa all’offesa basata sull’appartenenza di genere, perché il maschio a 5Stelle, maschilista post-leghista – essendo il Movimento del Sacro Blog un’involuzione imbarbarita del messaggio leghista noto come celodurismo – non ha null’altro che non sia ciò che pensa di poter sollevare con il sacro e poderoso [sic] instrumentum fornitogli da madre natura.

Questi dovrebbero essere i rivoluzionari [sic] che cambieranno l’Italia.

 




 

(15 settembre 2017)

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