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M5S, basta con la regola dei due mandati: inchiodati alla poltrona a vita

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foto ANSA / MATTEO BAZZI

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacom

 

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Alessandro Di Battista ha approfittato della festicciola del giornalino di Travaglio per fingere di parlare di politica e dell’Italia, quando in realtà non ha fatto che parlare di sé. Il fulgido politico grillino ha dichiarato, tra altre cose insensate, che “noi” – laddove “noi” sta per il M5S – “abbiamo sempre interpretato la regola dei due mandati come massimo dieci anni nelle istituzioni. Io dopo uscirò comunque dal Palazzo, magari mi metterò a scrivere” (annamo bbene, ndr) “come Massimo Fini, ma continuerò a fare politica”. Dunque Alessandro Di Battista sbugiarda Grillo&Casaleggio ed annuncia che il M5S è pronto per mandare a quel paese anche la regola dei due mandati, a conferma e riprova del fatto che in casa 5Stelle le regole vengono fatte e disfatte secondo convenienza.

Peter Gomez, che non è solo un giornalista, ma è anche un oracolo venendo dalla degna scuola di Travaglio l’Illuminato, gli aveva infatti chiesto se, qualora la prossima legislatura durasse poco – son dei geni della matematica, questi qui! – lui fosse ricandidabile. Di Battista ha così prontamente reinventato la regola dei due mandati come dieci anni di presenza in parlamento pieni!, altro che due mandati. Perché ogni regola, lo insegna proprio il M5S, va interpretata secondo i bisogni personali di ognuno, le proprie personali ambizioni, le necessità e le esigenze del momento. Niente impedisce che da dieci anni si passi alla poltrona a vita. Perché la coerenza è un valore. Soprattutto in casa 5 Stelle.

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Così che anche la beneficenza [sic] a 5Stelle è pronta ad andare in pensione: dopo che le donazioni [sic] dei parlamentari a 5Stelle hanno permesso l’apertura di venti milioni di aziende portando l’Italia al surplus commerciale del 275% che conosciamo e all’azzeramento del debito pubblico, Luigi Di Maio si è potuto permettere di annunciare che è ora di “utilizzare quei soldi” (quali?) per “azioni politiche chiare”. C‘è da augurarsi più chiare di quella messe in piedi a tutt’oggi dalla scarlancata ciurma che il M5S ha messo a disposizione di Camera, Senato e giunte locali.

Di Battista ha poi anticipato che potrebbe essere lui uno dei candidati alla presidenza del Consiglio del M5S, perché le festa del Fatto è da sempre foriera di straordinarie notizie. Il deputato grillino ha tranquillizzando gli ansiosi con tendenza all’ictus con un laconico: “Vi farò sapere”. Noi non stiamo nella pelle. Non sappiamo voi.

 


 

(4 settembre 2017)

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