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Il “non sono razzista, la mia ragazza è straniera”, sostituisce l’obsoleto “ho tanti amici gay”

di Il Capo, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Un tempo erano di moda dire “Io non ho niente contro i gay, ho tanti amici gay“, specializzato nella locuzione il triste senatore Giovanardi così terrorizzato dall’idea di finire all’inferno che gli toccherà finirci sul serio; era come quando si diceva “Ho tanti amici ebrei“, per dire che non si era antisemiti, se poi loro si facevano odiare per il loro ebraismo, erano problemi loro.

Erano le frasucole da  lavanderia e da lavandaie di cui omuncoli e donnette si ornavano la fetida bocca per giustificare il loro ingiustificabile odio per l’altro in quanto “diverso” da loro (che è un problema psicologico e non culturale), quando quella “diversità” si manifestava con differenti orientamenti sessuali, politici, religiosi. Ora la storia è cambiata [sic].

Non potendo più codesti cialtroni dell’intolleranza dotati dalla natura di tre neuroni che vanno ad intermittenza scagliarsi contro gli omosessuali, ormai portatori sani di Unioni Civili, essendo l’ebreo protetto dalla storia, finché storia non si dimentichi, non rimangono che gli esseri umani di pelle scura. tanto più malvisti quanto più portatori sani di cittadinanza italiana ed eloquio fluente unito a proprietà di linguaggio. Gli ignoranti non possono sopportare che qualcuno parli meglio di loro, o ne sappia più di loro, o vanti lauree più numerose. Soprattutto se quel “qualcuno” viene ritenuto – a torto – inferiore. Alla categoria di quelli che si giustificano con frasi immonde appartiene l’organizzatore di un concorsucolo canoro veronese, che non citeremo né ora né mai avendolo già citato lui stesso, marchiandolo a fuoco con una pessima nomea, che ha rifiutato una cantante di 15anni cittadina italiana, “colpevole” di essere figlia di ghanesi, giustificandosi dietro il suo “Italiani si nasce, non si diventa e si nasce da genitori italiani…”, perché i dementi fanno le leggi, troppo decerebrati per rispettare quelle dello stato. Avrebbe potuto, il signore dei concorsucoli, semplicemente rispondere: “Guardi, Lei è minorenne. per questo motivo non può partecipare”, ma la sindrome da social, quella che ti spinge a scrivere la tua inutile opinione come se fosse il verbo, lo ha fregato.



Ora è esposto al pubblico ludibrio mentre “piagnucolente” e patetico si giustifica: “Io non sono razzista, la mia ragazza è straniera” e bla bla bla che è quello stesso razzismo da messa della domenica mattina per sentirsi buoni che recitava: “Io ho tanti amici gay”, oppure “Ho tanti amici ebrei”… Tra un po’ sarà di moda anche “Non ho niente contro i musulmani”… Perché lo schifo alberga nel cuore degli esseri umani che, troppo pavidi per fronteggiarlo, lo scaricano sugli altri.

E’ l’orrore italiano che bisognerà pur cominciare a contrastare. A suon di denunce penali.

L’omuncolo dei concorsucoli ha comunque trovato qualcuno dal quale imparare il vivere civile: è il fratello 30enne della giovane rifiutata al concorso perché di origini ghanesi, che al quotidiano La Repubblica ha dichiarato: “La prima cosa che mi preme chiedervi è di non diffondere le sue generalità. Io sono un lavoratore e capisco cosa vuol dire essere mandati in pasto all’opinione pubblica”, e poi aggiunge: “Lo denuncerò (…) Non per vendetta (…) si è inventato una sua Costituzione”. Imparate gente, imparate.





(16 agosto 2017)

 

 

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