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#Visioni di Mila Mercadante: le ONG, il microcredito e i veri razzisti

di Mila Mercadante, twitter@mila56170236

 

 

“I migranti oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per tutti noi”

“Lo stile di vita dei migranti sia il nostro!”

 

Le frasi succitate – pronunciate con un tono da filodrammatica oratoriale – appartengono al peggior Presidente della Camera dei deputati che abbiamo (scusatemi: ho) mai avuto. Il giorno in cui Laura Boldrini le pronunciò sconfinò con la fantasia in terra Vaticana e prese il posto del Papa. Non essendo papa, suscitò più rabbia che sconforto, e pochi fecero caso al fatto che nelle sue parole si nascondesse una verità, una verità amara, l’anticipazione di un progetto politico. Laura Boldrini se s’infervora diventa pericolosa per se stessa: non la si può amare. Chi amerebbe una persona che ti porge la visione futura di uno smacco e di una disgrazia collettiva come fosse un onore, un bene? “Lo stile di vita dei migranti sia il nostro!” non si può sentire per molte ragioni, l’ultima delle quali riguarda quel “nostro”, che è un’ipocrisia bella e buona e che doveva essere sostituito da “vostro”. Laura Boldrini non si troverà mai in condizioni simili, e neanche i suoi familiari.

Detto questo, il tema è il ruolo delle Ong. Dalla parte di Minniti non si può stare perché adotta misure che non hanno senso e che non vengono neppure recepite dai destinatari. Tra l’altro la confusione è totale: una nave di MSF non viene fatta entrare in porto perché non ha firmato il patto col governo italiano ma subito dopo la Guardia Costiera raggiunge quella nave in acque internazionali, preleva i migranti e li conduce in Italia. Siamo di fronte al teatro dell’assurdo.

Dalla parte delle Ong e di tutti coloro che le sostengono senza essere sfiorati da alcun dubbio non si può stare perché il problema Ong esiste e non è l’invenzione di quattro esaltati. Fino al giugno 2016 (la fonte di quanto vado ad affermare è Frontex) ogni volta – ogni volta –  che un barcone prendeva il largo dalle coste libiche e da quelle egiziane, a Roma suonava il telefono del MRCC (sigla che in italiano sta per Centro Marittimo Coordinamento Salvataggi), un centro internazionalmente autorizzato e accreditato per il soccorso in mare. Chi telefonava via satellite? Scafisti e trafficanti dopo aver messo in acqua i barconi. MRCC avvertiva subito Frontex e Eunavfor e partivano le navi per il salvataggio. Cosa è successo dopo? E’ successo che il telefono di MRCC ha cominciato a squillare sempre meno, sempre meno, fino a ricevere a malapena il 10% delle richieste di soccorso, mentre in mare le navi Ong aumentavano, aumentavano. Entro le 12 miglia consentite per legge e talvolta perfino a meno di 8 miglia dalla costa libica, tali navi intercettavano tutti i barconi e i gommoni, e prendevano a bordo i passeggeri. Nessun avviso al MRCC o a chicchessia, nessuna segnalazione e nessuna spiegazione se non dopo l’attracco nei porti italiani.

Questa è la dimostrazione lampante del fatto che i salvataggi sono stati privatizzati in breve tempo, con varie conseguenze spiacevoli. La prima: una volta venuti a conoscenza della facilitazione offerta dalle Ong, i poveri africani decisi a partire per trovare un lavoro sono aumentati e ovviamente sono aumentati anche scafisti e trafficanti, ma la cosa tragica è che da un anno sono aumentati i morti annegati. La fonte è sempre Frontex. Dunque le Ong non rappresentano affatto un deterrente contro gli incidenti mortali. La seconda: le Ong si configurano come rotelle di un ingranaggio infernale. Non lo sanno? Impossibile. Si avvalgono di finanziamenti privati, svolgono per questa ragione un compito “umanitario” che è indubitabilmente al servizio del capitale finanziario. Spostare masse di popolazione da una parte all’altra del globo frutta miliardi e miliardi di utili. Esattamente come con le merci, anzi di più. In che modo?

 



 

Col microcredito. La microfinanza tratta cifre piccole ma è destinata a centinaia di  milioni di poveri. Al di là delle chiacchiere i microcrediti lasciano in realtà sostanzialmente poveri i poveri e fanno lievitare i ricavi delle banche proprio con l’inclusione forzata di queste persone bisognose. Qualcuno crede davvero che le diaspore imponenti siano spontanee? Quando non sono sollecitate con la forza, sono favorite dalla persuasione, e la persuasione del denaro è l’arma che vince sempre. Le migliori e più grandi agenzie per il microcredito sono quasi sempre Ong, questo va detto e ridetto.

Chi si permette di esprimere giudizi sull’operato delle Ong – intoccabili e protette da UE e ONU – è un razzista? Ognuno pensi come gli pare, per me questa roba è tratta di schiavi, destabilizza loro e noi e vale una caterva di miliardi. Obiettare “allora li lasciamo annegare?” appartiene al medesimo genere di argomenti utilizzati da certi leghisti quando dicono “vuoi i migranti? Allora portateli a casa”. Sono frasi che non meritano attenzione.





(7 agosto 2017)

 

 

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