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HomeNotizieCome se fosse una cosa seriaL'Italietta razzista e becera esplode a Ferragosto (o giù di lì)

L’Italietta razzista e becera esplode a Ferragosto (o giù di lì)

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di Daniele Santi, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Il ragazzo si chiama Paolo, ma non può essere impiegato come cameriere in sala in un Hotel di Cervia perché “la gente non è pronta per un cameriere di colore” e dire che “Via col vento” raccontava il contrario… E’ la patetica giustificazione di un poveraccio che, travolto dai suoi stessi pregiudizi, ha risposto così al ragazzo che cercava lavoro: uno di quei lavori che gli Italiani, quelli razzisti e beceri che si sentono baciati dal diritto divino di partecipare ai programmi tivù e fanno la fila a tutti i casting possibili, non vogliono più fare. Il ragazzo, anche se negro, è italiano. In Italia dall’età di tre anni. Studi compiuti qui. Per scontrarsi con un datore di lavoro incolto e razzista. Grazie mille Italia, siam sempre più fieri di vivere in un paese di dementi.

Pochi giorni, forse poche ore, prima a Cagliari un ragazzo di colore sale sull’autobus con il biglietto da timbrare in tasca, ma i controllori lo fermano prima che arrivi alla macchinetta e non gli permettono di arrivarci per timbrare il biglietto. I passeggeri insorgono. Niente da fare. Fuori dall’autobus perché non aveva il biglietto. Una bugia: fuori dall’autobus per lo zelante razzismo di pochi imbecilli. Indignazione generale. Poi certi politici in tivù a dire le loro porcate. Grazie mille Italia, siam sempre più fieri di vivere in un paese di dementi.



Riunione di professionisti dell’informazione. Si racconta che ci siano famiglie di immigrati che non hanno lavoro e non lo cercano, privilegiate dalle liste di collocamento rispetto agli Italiani, che godono di privilegi dalle quali le famiglie di Italiani sono escluse, i cui figli vivono condizioni di privilegio nelle scuole nonostante di studiare non ne vogliano sapere. Sia che sia vero, sia che non sia vero, eccola l’Italietta becera e razzista che festeggia se stessa ogni anno vicino a Ferragosto.

A Ferrara una cooperativa agricola, dove si raccolgono cocomeri e meloni, si lamenta pubblicamente di non riuscire a trovare operai italiani e di essere “costretta” ad assumere solo stranieri perché gli Italiani i lavori faticosi “non li vogliono più fare”. Qualcuno che conosco e che vive nella zona mi informa che gli stranieri che lavorano sono “odiati” perché “rubano il lavoro agli Italiani”. Soprattutto a quelli che di lavorare non ne vogliono sapere?

Grazie mille Italia, siam sempre più fieri di vivere in un paese di dementi.





(4 agosto 2017)

 

 

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