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Venezuela: eccola, la dittatura di Nicolas Maduro che sbatte gli oppositori in galera

di Daniele Santi

 

 

Abbiamo appena finito di leggere qualche tweet dei soliti comunisti da rolex del nostro stivale, ci passerete la battuta se definiremo quei tweet scritti coi piedi, dove si accusava l’Occidente di avercela col buon Nicolas Maduro, così comunista da essere assolutamente innocente di tutto ciò di cui lo si accusa. Di fatto – sono bilingue, scrivo, comprendo e parlo lo spagnolo perfettamente – l’intervento del 31 luglio di Maduro ex tassista ed autista, presidente incolto, ignorante, feroce e mai eletto, era infarcito d’odio contro chi si oppone alla sua dittatura viscida ed al suo falso socialismo da fallimento di stato, nelle mani di Cuba e della Castro spa e preannunciava ciò che è accaduto poche ore dopo. L’arresto degli oppositori, il bavaglio alla stampa, la scomparsa di ogni dissidenza dal paese.

 

 


 

Lilian Tintori è la moglie dell’oppositore Leopoldo Lopez, leader del partito “Voluntad Popular” (volontà popolare) e spiega nel tweet, lanciato poco dopo la mezzanotte, il “Momento nel quale la dittatura sequestra Leopoldo a casa mia. Non lo piegheranno!”, lo diciamo a coloro che traducono a braccio perché tanto lo Spagnolo e l’Italiano sono simili e poi ci scrivono per dirci che ciò che sappiamo del Venezuela sono boiate. Lopez era stato scarcerato l’8 luglio scorso.

 

 

Più o meno contemporaneamente è stato arrestato anche il sindaco di Caracas, democraticamente eletto, Antonio Ledezma, finito secondo fonti del partito di Maduro citate dai media venezuelani, quelli che ancora e non si sa per quanto tempo ancora, possono scrivere.

 

Il dittatore bolivariano Maduro che ammazza i suoi figli in nome del mantenimento del suo potere personale e di quello dei suoi crudeli sodali di partito, con i funzionari cubani che controllano l’appparato statale, ha quindi lanciato la sua offensiva contro gli oppositori, gli organi d’informazione e coloro che si oppongono al suo delirio di onnipotenza, proprio come già successo in Turchia con Erdogan e come prima ancora aveva fatto Vladimir Putin.

 

 

I venezuelani che non trovano nemmeno la carta igienica nei negozi da almeno quattro anni – su comunisti col rolex, insultateci e diteci che non sappiamo niente e che siamo dei servi degli Stati Uniti – non hanno nessuno colpa se non quella di aver creduto a Chávez prima e a Maduro dopo e pagheranno un prezzo altissimo per la loro ingenuità. Siano almeno d’esempio agli italiani creduloni che votano puntualmente per chi grida più forte, non importa ciò che dice.

 




 

(1 agosto 2017)

 

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