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Virginia Raggi la Favolosa: “Ora pugno di ferro”. Che fa, si prende a schiaffi?

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

Eccola la Sindaca del Pugno di Ferro nuova versione. Mentre Roma cade a pezzi, non c’è acqua lei chiede ad Acea di sistemare le cose, dopo aver rifiutato di vedere la sua collega Sindaca di Anguillara che l’avvisava del disastro del Lago di Bracciano – ed ora la brava Sindaca di Anguillara verrà buttata fuori dal M5S (si chiamavano “purghe” ai tempi di Stalin, non so come vogliate chiamarle voi) – e non essersi presentata a nessuna delle riunioni alle quali era stata invitata. Virginia Raggi la Magnifica sceglie le pagine de Il Messaggero per rilasciare un’intervista dove come al solito, tronfia come poche, le spara grosse su ciò che farà e finge di fare ammenda per tutto ciò che non ha fatto.

“È ora di usare il pugno di ferro nei confronti di coloro che remano contro il cambiamento” sproloquia Virginia la Favolosa. “Ci sono sacche di inefficienza in alcune partecipate che sono inaccettabili e che siamo seriamente intenzionati a spazzare via”, perché, se ne è accorta anche lei “è arrivata l’ora di invertire la rotta” che è una sottile metafora del fatto che Roma dovrebbe andare in un’altra direzione e che lei non ha fatto nulla di ciò che aveva detto, ma con questa Sindaca, con questa giunta disperante, dove credono di andare?



La Sindaca dello Stiamo Lavorando dice di essere “orgogliosa che siamo riusciti ad approvare il bilancio nei termini”, favoloso uso della lingua italiana, dimenticandosi di dire che è l’unica cosa sensata che lei e la sua giunta di mentecatti hanno fatto. Poi aggiunge di essere “fiera di avere messo in strada 200 bus”, ma dimentica di dire che 150 di quei bus erano stati acquistati dalla giunta Marino e lei aveva votato contro insieme a tutto il M5S. Già l’assessora Meleo aveva gioito della questione, perché anche lei è smemorata.

La Sindaca dell’Ho Ancora Bisogno di Tempo, non cita la spada di Damocle dell’inchiesta che la riguarda e del fatto che rischia il rinvio a giudizio per falso e abuso d’ufficio, e dice di non rispondere “mai a ipotesi”, e nemmeno ai bisogni dei cittadini, verrebbe da dire, e da’ naturalmente un po’ di colpe a Renzi. Che non guasta mai…

L’intervista, che trovate qui, va letta perché è una rapida occhiata di tutte le promesse impossibili da mantenere che la Sindaca dei Mi-Raggi ha fatto solo per occupare la poltrona capitolina, sapendo che era impossibile riuscire a fare anche solo l’1% di ciò che aveva promesso. I romani che le hanno creduto se la godono, e scoprano che nell’intervista non c’è una sola frase nella quale Raggi non scarichi le sue responsabilità su qualcun’altro – anche sui cittadini – e non c’è domanda alla quale Virginia Raggi del Pugno di Ferro risponda direttamente.

Roma è fregata e si è fatta fregare. Vediamo se almeno la vicenda del razionamento dell’acqua verrà risolta.




(25 luglio 2017)

 

 

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