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Il 70% degli italiani vuole Di Maio presidente del Consiglio, fantapolitica da Il Fatto Quotidiano

di Il Capo

 

 

 

Il Fatto Quotidiano offre un nuovo interessante capitolo della fantapolitica alla quale ci ha abituati. Il quotidiano fondato dal giornalista fustigatore di costumi che, grazie a La7, guadagna 3000 euro abbondanti in trenta minuti ad ogni apparizione insieme a Donna Gruber, cita un articolo del nuovo Corriere di Cairo alla disperata ricerca di lettori, sponsor e spettatori per La7 convertitosi al grillismo per necessità più che per convinzione politica il quale sondaggio indicherebbe che Luigi Di Maio è il premier preferito, agognato, voluto, desiderato dal 70% degli Italiani.

Come sempre con i parti di Travaglio bisogna andarci cauti, avvenendo secondo presunzione di letture, così che cercheremo di vederci chiaro, anzi più chiaro ancora. Il Fatto Quotidiano si guarda bene dal citare la data del sondaggio Ipsos in questione per il semplice fatto (quotidiano) che quel sondaggio non esiste: l’ultimo sondaggio del quale si ha notizia che guarda a Di Maio come uno dei possibili desiderati presidenti del Consiglio risale al 15 dicembre 2016 e non è un sondaggio in senso stretto, ma piuttosto la somma dei sondaggi curati con la consueta intelligenza da Termometropolitico.it.

Arrivare poi ad affermare che sulla base dei complicati calcoli che il giornale di Travaglio mette in campo, addirittura il 51% dei votanti il PD vedrebbe volentieri Di Maio a capo di una coalizione Lega, FI, M5S è non avere né pudore né senso del ridicolo. Prosegue, il quotidiano travaglino, affermando che la svolta pentastellata in parlamento – qualora non ci siano i numeri per governare se non in coalizione – è apprezzata proprio da chi non voterà il M5S. Perché gli elettori cambiano idea ogni due secondi o votano un partito desiderando di votarne un altro, segno che il travaglismo è contagioso e porta ai cervellotici calcoli che potrete leggere nell’articolo che abbiamo linkato in alto, per affermare che il 70% di cui si delira è in realtà calcolato tra coloro che non voterebbero il M5S…

In realtà qualcosa che si avvicina – anche se non troppo – all’articolo del quotidiano fedele alla linea di Grillo, ma che dà una lettura equilibrata della crescita di Lega e FI – e del fortissimo calo del partitino di Giorgia Meloni – è ancora una volta Termometropolitico.it, che si riferisce ad un sondaggio del 1 luglio 2017 e scrive:

 

 

 

 

 

(16 luglio 2017)





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