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Luigino Di Maio: “Ci potranno provare a vincere le elezioni ma ci faranno cadere nel baratro delle mille guerre interne”

Luigi Di Maio nella sua tipica espressione del “cosa ho fatto io per meritarmi questo”

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

La frase testuale, vedi SkyTG24, è la seguente: “Gli altri ci potranno anche provare a vincere le elezioni ma ci faranno cadere nel baratro delle mille guerre interne”. E’ lo sgrammaticato oracolo del M5S, Luigino Di Maio, trentenne che in pochi anni dalle anguste angosce del San Paolo e del webmasteraggio, è assurto ad imperitura gloria politica grazie all’asservimento al Sacro Blog, futuro premio Nobel della sgrammatica per meriti verbali, a parlare così a SkyTG24.

L’onnipresente Di Maio, che vanta meno presenze alla Camera dei Deputati della quale è vicepresidente grazie ai voti del PD di Bersani che in televisione, ha ripreso il suo flautato linguaggio opimo di parole di pace, ipotizzando “mille guerre interne” nel caso il M5S non vinca le elezioni politiche dimenticando di denunciare – o chiarire che dir si voglia – chi scatenerà queste mille guerre interne e a cosa si riferisse quando parlava di “interne”, perché da Luigi Di Maio ci si può aspettare – verbalmente e sintatticamente – qualsiasi cosa. La sensazione è che l’insignificante ed impreparato politichino a 5Stelle, baciato dalle grilliche benedizioni, stia pensando a cosa gli succederà nel caso le elezioni politiche il M5S non le vinca, o le vinca e non possa governare perché il 30% scarso non basta, o le vinca e non trovi alleanze per il governo, o le vinca e formi un governo di minoranza andando sotto alla prima fiducia. Chissà “se le mille guerre interne” sono quelle che scateneranno le mille inutili teste che vaneggiano di gomblotti nei vari direttivini a 5Stelle? Non ci è dato saperlo.

Luigino Di Maio è ormai ebbro della fatua gloria che un intervento televisivo offre. Non potrebbe mai più fare a meno dell’adrenalina dell’intervento come politico e/o opinionista, o come rappresentante del niente che rappresenta, così che qualsiasi dichiarazione va bene: se incomprensibile ancora meglio. Potrà sempre dare l’impressione ai suoi adorati 28 elettori, più impreparati e ignoranti di lui, di avere affidato le proprie vite terrene ad un mostro di sapienza politica e maestria dialettica che senza avere nemmeno terminato l’Università e con un curriculum che non gli servirebbe nemmeno per trovare un lavoro decente, che infatti prima della santificazione dal Sacro Blog non aveva, da’ lezioni di diritto al professore emerito e presidente della Repubblica (e capo del CSM) Mattarella.

E straparla di “mille guerre interne”. “Intestine” era un po’ troppo per lui…

 

 

 

(28 giugno 2017)

 




 

 

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