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Luigi Di Maio: “Noi siamo Europeisti”; e tra qualche mese dirà “Noi siamo il PD”

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

 

Del resto come non comprenderli poveracci. Non gliene va bene una: Roma è la Capitale dei disastri nonostante la Favolosa Raggi; Appendino la Straordinaria ha annunciato tagli ed aumentato le tasse ai torinesi dopo che si era presentata come la Madonna dei Miracoli; dopo che a Pomezia è successo il disastro che sappiamo con nubi tossiche non sono tossiche, ma tenete i bambini a casa e le finestre chiuse, il M5S è stato molto attento a non ricordare che a Pomezia governano loro; dopo che Livorno e Parma e Gela hanno fatto le figure che sappiamo, c’è bisogno di un restyling.

Così dopo avere cavalcato tutte le onde possibili; dopo essere riuscito non si sa come a farsi accreditare presso la Harvard Kennedy Economic School of Business senza nemmeno essere invitato direttamente, ma inviato da una Fondazione Europea della quale poco sappiamo e nulla di più vogliamo sapere; dopo avere sperato invano che Donald Trump lo ricevesse accreditando così il ridicolo movimento cui appartiene come una roba sensata; dopo essere stato preso a schiaffoni morali dai ricercatori e dai professori dell’Università, presentato come un “populista di destra” ed un incolto senza laurea; dopo essere riuscito a rendere noto che mette gli accenti dopo i pronomi indeterminati maschili; dopo avere appoggiato tutti i perdenti d’Europa da Farage a Marine Le Pen, a Luigi Di Maio non restava che proclamarsi europeista.

Poco importa se a Bruxelles i suoi demenziali compari di sventura siedono nel gruppo di chi l’Europa vuole farla a pezzi; poco importano tutte le dichiarazioni passate sull’inutilità dell’Europa, gli strali, le maledizioni, le grida a Montecitorio, le interviste ai giornali inginocchiati, ops, genuflessi di fronte al nuovo Messia del Sacro Blog ed ai suoi Apostoli; poco importa coprirsi di ridicolo, perché peggio di com’è andata non può andare, ora Luigi Di Maio dichiara al La Stampa: “Noi non siamo contro l’Europa”.

Entro breve la prossima dichiarazione del vicepresidente della Camera coi voti di Bersani, già steward del San Paolo, già webmaster, già diplomato, non-laureato che da’ lezioni di diritto costituzionale al presidente Mattarella, ridonderà su tutti i quotidiani. Già la vediamo: “Luigi Di Maio: noi siamo il PD”.

Perché al ridicolo davvero non c’è mai fine.

 




(7 maggio 2017)

 

 

 

 

 

 

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