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Il Cercopiteco di Gianfranco Maccaferri: “Oggi non parliamo di politica, ma di futuro”. Fesserie

foto: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO 2016

di Gianfranco Maccaferri  twitter@gfm1803

 

 

 

 

 

“Oggi non stiamo parlando di politica, stiamo parlando di futuro”. Chi può dire una tale fesseria? Chi può enunciare una tale contraddizione di contenuto?

Un ignorante della lingua con la quale tenta di comunicare, un incolto dei significati delle parole stesse che usa, o forse uno che appositamente inventa uno slogan senza senso, che contiene un messaggio povero spiritualmente, ma purificatore, a uso e consumo di persone che vivono della loro pancia, per le quali parlare di futuro è “liberatorio”, è alternativo al parlare di politica (“politica” spero intesa come partitica quotidiana, ma conoscendo l’oscurantismo che pervade normalmente i seguaci di un nuovo messia, non ne sono così certo). Un brevissimo approfondimento altrimenti senza che ce ne rendiamo conto ci sostituiscono anche la nostra bussola con una che invece di avere i 4 poli, ne ha 5… Stellati!

La parola “politica” è un termine in uso nell’antica Grecia per designare ciò che appartiene alla dimensione della vita comune, dunque allo Stato e al cittadino. Personalmente non trovo nulla di deplorevole in questo, anzi lo considero il cardine della vita pubblica, del sociale di ognuno di noi. O forse sono solo vecchio, obsoleto. La new age con angeli, guru e messia mi ha fatto sempre sorridere. Ultimamente un poco meno proprio perché pretende di occuparsi concretamente di politica, rinnegando allo stesso tempo il suo occuparsene!

Dunque credo necessario raccontare a questo nuovo “messia” (qualcuno prima o poi se ne dovrà fare carico, ma non vedo più intellighenzia disponibile a tale sforzo) che è  impossibile parlare del futuro di una società senza includere le scelte politiche che ne determineranno e ne governeranno i modi, i sistemi, l’organizzazione. Le scelte relative alla collettività nel suo complesso e soprattutto le ricadute che queste scelte avranno in futuro nei diversi ceti sociali e culturali, ma anche sulla singola persona, si chiamano: politica!

Questo (finto) ignorante dei significati delle parole che  usa, pretende di parlare di futuro da messia del nuovo ordine sociale, poi si scopre che per lui il futuro prossimo è solo tecnologia e web in funzione del business e dell’ambientalismo più banale e becero, come se per il genere umano esistesse solo il progresso scientifico applicato e, questo, fosse determinato esclusivamente da una evoluzione fantastica che ovviamente non va gestita politicamente, ma in funzione del consenso verso un futuro ineluttabile… Questo è il guru, l’angelo, il messia che tutti noi/voi aspettavamo/te? O no?!?

Per il nuovo “messia” tutti dobbiamo protendere verso questa grande liberazione sociale-culturale-economica-lavorativa e se tu, si proprio tu, sei escluso da questo magnifico processo evolutivo, non devi preoccuparti, non morirai di fame,  pane e cipolla li potrai avere con il “reddito di cittadinanza” per il quale occorrono cifre da capogiro che non si sa dove prendere!

Quindi: liberalismo e socialdemocrazia, ambientalismo e superuomo, democrazia diretta e controllo del voto, libertà di espressione e oscurantismo culturale; insomma… la pancia del popolo!

Una visione del mondo, della società, della singola persona davvero gretta, meschina, limitata, riconducibile esclusivamente ad una rete informatica totalizzante e a macchine robotizzate che sostituiranno non solo i muscoli della persona, ma anche e totalmente l’ingegno, le tante capacità, la fantasia, la cultura, la memoria di ciascuno di noi.

Ma chi è questo “messia” che ha chiamato a se i fedeli per raccontare la nuova novella?

Classe 1976, laureato in Economia aziendale alla Bocconi con una tesi sull’e-business dal titolo: “L’impatto strategico di Internet nel settore dei corrieri espresso”. Un attimo di pausa e riflessione… rileggiamo: “L’impatto strategico di Internet nel settore dei corrieri espresso”. È quindi evidente che già da giovane aveva ricevuto la “rivelazione”, un’illuminazione sicuramente donata, per grazia ricevuta, dal padre: uno che dopo aver gettato nel cestino ogni frammento di cultura umanistica ha scritto libri farneticanti, con deliri da subcultura difficilmente riscontrabile in chi si cimenta in stesure fantascientifiche, testi stracolmi di pensieri sprezzanti anche del minimo buon senso comune verso il valore della democrazia e del libero pensiero.

E a questo punto manca solo il nome del nuovo “messia” acclamato da un intero popolo che si fregia di avere ben 5 stelle, sì, è giunto il momento di svelare la fonte di tanta saggezza: Davide Casaleggio.

Immagino lo stupore di questa rivelazione, eppure è proprio lui, il riottoso individuo che gioca a fare l’uomo qualunque (con i soldi e il lavoro ereditati dal padre) ma che tanti pentastellati vorrebbero, proprio per la sua personalissima visione del futuro, contendere la leadership a Di Maio Luigi, lo steward che non si è mai laureato, vicepresidente della Camera grazie ai voti del PD di Bersani… Però a pensarci bene anche Luigi ha un padre visionario e culturalmente significativo: già dirigente del Movimento Sociale.

Luigi, a differenza di Davide, ha una carriera politica radicata nel territorio dove risiede: infatti nel 2010 si candida come consigliere comunale e ottiene una valanga di 59 preferenze e non risulta eletto, in seguito alle cosiddette “parlamentarie” pentastellate ne raggiunge ben 189 di preferenze e con questo plebiscito informatico si presenta alle politiche dove viene eletto deputato e (proprio perché anche lui è uno che ha visto “la luce”) diventa vicepresidente della Camera dei Deputati (173 voti).

Il duello tra i due, se ci sarà, si presenta come uno scontro colto, una contesa sicuramente basata su visioni, ideali, concetti e pensieri lungimiranti… Entrambi protesi a essere se stessi sempre (e questo è un problema, sono entrambi dei Narciso all’ennesima potenza e nessuno del cerchio magico ha il coraggio di raccontargli la verità), imbastiranno finalmente lo scontro epocale tra messia, angeli e guru in veste di dirigenti di un movimento politico che non vuole parlare di politica, ma di futuro!

 





(12 aprile 2017)

 

 

 

 

 

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