di Giancarlo Grassi
Quasi una finanziaria per il riarmo (ma non ci sono soldi per sanità e energia)
Quattordici virgola nove miliardi più lo 0,6% di scostamento di bilancio se abbiamo capito bene, di fatto ci costerebbe... →
Il Governo si svena e applica uno sconto di 17 centesimi alle accise sul diesel
di G.G. Che bei tempi quando la presidente del Consiglio Meloni sbraitava contro le accise in un pessimo... →
Ai rappresentanti, anche a quelli che dai tornelli di uno stadio sono stati trasportati di peso sulla poltrona di vicepresidente della Camera, piacciono i toni forti, quelli che aizzano le folle. Gli piace molto anche parlare dell’eversione altrui, certamente non essendo troppo lontani dal praticarla.
Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha confermato ieri la sua strategia di fingere di essere un uomo delle Istituzioni, ma di fatto un paesanotto arringatore di folle, che commentando l’imbecille decisione di non applicare la Legge Severino al Sen. Minzolini (quest’ultimo ha dichiarato che si dimetterà comunque), ha parlato di “voto di scambio” tra PD e Forza Italia. Ha parlato di “vergogna”. Insieme ai grillini furiosi in conferenza stampa il vicepresidente della Camera ha poi alzato i toni: “E’ stato un voto eversivo contro le istituzioni”, ed ha quindi pensato di aizzare la piazza: “Non vi lamentate se i cittadini poi protestano in maniera violenta”. Inaccettabili le parole di Di Maio. Inaccettabile la non applicazione della Legge Severino a Minzolini.
Quindi Di Maio ha pensato bene di fornire la lista di coloro che hanno votato contro, è la buona abitudine dei 5Stelle di esporre le persone alla pubblica gogna, così che i fanatici della setta possano scatenarsi e colpire con i loro strali attraverso i social o qualsiasi altro mezzo venga ritenuto opportuno. Non li pubblicheremo, anche se sono pubblici dato che quotidiani per più importanti di noi lo hanno già fatto, e quindi non ce n’è bisogno.
(17 marzo 2017)
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