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Un’altra giornata di baggianate targate M5S: vive l’Italie

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di Il Capo

 

 

 

 

 

 

Apprendiamo dal prode Alessandro Di Battista che non ce la fa più a stare in parlamento, che anzi “qui” (lì, in Parlamento) “non ci voglio stare” (non ci vuole stare), desiderio che sarebbe facile da esaudire se solo decidesse di dimettersi ed andare in Africa dove si sta tanto bene e negli occhi dei bambini non c’è il tempo che passa, ma solo il tempo che gestisci.  Ne trarrebbero giovamento lui, il prode Di Battista, i bambini africani, noi, il Parlamento ed anche la lingua Italiana, mai tanto bistrattata come dagli incolti esponenti della pregiata setta M5S.

Altre baggianate a 5Stelle arrivavano dalla trasmissione In 1/2 ora della Signora Lucia Annunziata, già presidente Rai, che, forte della sua vittoria al referendum e della dipartita dell’odiato Renzi, oggi si è addirittura permessa di dire a Di Maio (arcigno come Maga Magò, dal piglio incazzato come Capitan Uncino e con la preparazione di un analfabeta con problemi di udito) che non avrebbe retto “mezz’ora di frasi fatte”, prontamente celebrata da tutti i quotidiani e buona parte dei topi da social che devono avere perso la connessione quando Annunziata ha detto a Di Maio “l’espressione mezz’ora di frasi fatte era un po’ forte” quasi a scusarsi con l’esponente di turno del partito che ha il presidente della commissione di vigilanza Rai. Perché del doman non v’è certezza.

Di Maio ne aveva dette di tutti i colori, accusando a destra e manca di non rispettare il volere del popolo, di disinteressarsi di ciò che il popolo esprime nelle urne, stando bene attento a non dire che nel nostro ordinamento alle elezioni si votano i partiti (e purtroppo anche quelli come il M5S) ed attraverso di essi si elegge il Parlamento che vota la fiducia al – e quindi in qualche modo sceglie il – Presidente del Consiglio, il cui mandato è dato dal Presidente della Repubblica e non dalla Casaleggio Associati. Il PD è uscito vincitore dalle elezioni del 2013 e quindi a quel partito Mattarella si è rivolto per l’incarico a Gentiloni.  Il M5S è un movimento che con i suoi toni mette in pericolo la convivenza civile. Di questo siamo certi. Poi al momento opportuno le urne diranno la loro.

 

A ristabilire una certa equidistanza c’ha pensato il neo Presidente del Consiglio con riserva, Paolo Gentiloni, il quale ha garbatamente ricordato che si è assunto l’impegno per “responsabilità” e che è la stessa maggioranza che sosteneva Renzi a reggere il suo governo a causa della “indisponibilità delle forze d’opposizione”.

 

Ora aspettiamoci mesi di grida e di proclami di ogni genere, conditi dalle solite offese e minacce degli esponenti a 5 Stelle che sui social ne sputano di tutti i colori, fino a quando – con un’auspicabile nuova legge elettorale decente – andremo alle urne ed il popolo Italiano, speriamo con un minimo di senno, deciderà per il suo futuro. Nel frattempo sappiate che Di Maio e compagnia, Di Battista in testa, distruggeranno le gonadi a mezza Italia per convincerla che l’italicum, che hanno sempre definito una porcata, è la legge elettorale giusta per il Paese e che delinquenti sono coloro che l’hanno cambiata. Occhi e orecchie aperte, Signore e Signori, con certi esponenti della nuova politica ci sono seri pericoli all’orizzonte.

 

 

 

 

(11 dicembre 2016)

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

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