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Romano Prodi, due volte presidente del Consiglio, già a capo della Commissione Europea e fondatore dell’Ulivo e del Pd, ha fatto lo sgambetto a D’Alema ed alla sua cricca dichiarando che al referendum costituzionale del 4 dicembre voterà “Sì”.
“Riforme non chiare ma voto per mia storia personale”, ha continuato l’ex presidente del Consiglio che lasciò il testimone a D’Alema dopo essere stato sfiduciato per un voto (chissà di chi era quel voto), approfondendo poi la questione della sua scelta di campo con una dichiarazione che lascia poco spazio a dubbi: “Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale“.
Il referendum costituzionale si terrà domenica 4 dicembre.
(30 novembre 2016)
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