Firme false a 5 Stelle in quel di Palermo, dopo le ammissioni fioccheranno guai

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m5s-claudia-la-rocca-00di Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

 

Insomma alla fine anche gli dèi calano le braghe. Fu così che dopo tante e tante balle a 5 stelle, dopo le dichiarazioni grilliche sulle firme false che non sono false, ma copiate, viene anche il momento di scrivere sulla deputata Claudia La Rocca (foto in alto) che sulla storia delle firme false ammette tutto, e tira dentro anche Claudia Mannino e l’aspirante candidata sindaco di Palermo, Samantha Busalacchi. Una genialata di quelli che “non sanno nemmeno essere disonesti”, per dirla ancora una volta con il Gran Sacerdote della Setta pentastellata.

 

Il lacrimoso pentimento cuore in mano della grillina tutta coherentia et honestate mette in braghe di tela buona parte dei buoni propositi del M5S della sacra onestà perché falisificare le firme elettorali è una roba che vale dai due ai cinque anni di galera, così per dire, e la confessione con nomi e cognomi di coloro che nel 2012 ricopiarono le firma da presentare a sostegno della lista del M5S che son onesti solo loro, soprattutto a Palermo, fa tremare i signori dell’accusa e del dito puntato contro tutti, che poggiano le loro immacolate natiche sulle poltrone parlamentari che invidiavano agli altri, e mette nei guai, con possibile incriminazione, una trentina di persone.  Perché? Perché l’ignoranza è una bruttissima bestia e questi incolti che si sono trasformati in avventurieri della politica senza sapere nemmeno da che parte girarsi, perché chi vuole dominare i dominati se li sceglie bene, ignoravano che il reato di alterazione di un atto collegato a una consultazione popolare viene contestato non solo a chi materialmente lo commette ma anche a chi ha tratto consapevolmente beneficio dalle falsificazioni. Colpa di Renzi, sicuro. Anche se la Legge è del 1960.

Ora che fare, a parte sbellicarsi dalle risate alle spalle di questi cialtroni? Poco. Perché c’è poco da ridere. L’italico popolo votante continua a cascare nelle grinfie di chi grida più forte e di chi non vuole che ci sia un’Italia che funzioni, ma che tornino i suoi conti personali. Per un M5S che cadrà c’è già un Salvini pronto a candidarsi premier dal “5 dicembre”, con Berlusconi pronti a scaricare Parisi ed i votanti fascistoidi del Grillo Sparlante pronti a gettarsi di nuovo nelle capienti del braccia del centrodestra, con tanti saluti a chi pretendeva che la patetica Setta dell’Ignoranza governata dal Gran Sacerdote del web fosse la nuova sinistra e tante condoglianze a chi pensa che per andare avanti si debba sempre voltarsi indietro.

 

 

 

 

(16 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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