di Giancarlo Grassi
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Chi sperava che non ce la facesse, noi tra loro, ha sperato invano. Dal 25 maggio Donald Trump ha vinto le nomination repubblicana sul campo distruggendo ad uno ad uno tutti gli avversari e superando, pare, nei sondaggi per le elezioni americane del 2016 la candidata (non ancora ufficiale) Hillary Clinton. Non è uno scenario che piaccia al mondo. E non piace nemmeno a numerosi psicologi americani che lo cosniderano pericoloso per la stabilità mondiale.
Subito dopo l’investitura Trump ha giocato d’attacco “varando” il suo programma dei “100 giorni”, perché evidentemente si sente già alla Casa Bianca. Un programma semplicissimo che prevede la costruzione di un muro ai confini con il Messico e il rinforzo delle forze armate USA per fare in modo che “nessuno possa più prenderci in giro”. Negli Stati Uniti il Presidente è anche il Capo Supremo della Forze Armate. Non c’è da stare affatto tranquilli.
Certo la questione ha anche un suo lato comico: il tavolo del G7 con Trump e Grillo… Ma speriamo di non vederlo mai. Né con l’uno né con l’altro. Né insieme.
(27 maggio 2016)
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