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Il M5S come Il Partito Comunista Sovietico: “No” alla democrazia interna nei partiti

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Dicono “No”  all’obbligo di democrazia interna i dittatorelli a 5Stelle in erba: il M5S ha infatti presentato una proposta per stoppare l’obbligo di democrazia interna per partiti e movimenti politici. Lo prevedono tre emendamenti alla legge sui partiti di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, un testo a prima firma di Lorenzo Guerini al voto in Commissione Affari costituzionali della Camera.
Scrive il Corriere che il M5s si è opposto all’obbligo di statuto previsto dalla proposta di legge ufficiale del Pd che esclude dalle elezioni i partiti privi di statuto, in cui siano indicati anche gli organi di controllo e garanzia. Il testo unificato di Richetti non ha fatto propria questa sanzione proposta da Guerini, ma stabilisce che «la vita interna dei partiti politici, movimenti e gruppi politici organizzati e la loro iniziativa politica sono improntate al metodo democratico». Il primo emendamento dei Cinque Stelle, a prima firma di Danilo Toninelli, sopprime questo comma. Un secondo emendamento dello stesso Toninelli sostituisce l’obbligo di democrazia interna, con «Il diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».

 

Quelli che dovevano cambiare il mondo e combattere la dittatura dei partiti, sono come il Partito Comunista dell’Unione Sovietica e i suoi capi come Stalin. E’ vero che i gulag non sono ancora stati aperti, ma anche per queli c’è sempre tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(17 maggio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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