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“Fate Schifo”, ci hanno scritto. Che può anche darsi, ma siamo in buona compagnia. Ad esempio…

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Il M5S manifesta in parlamento con un bacio a favore delle unioni egualitarie, prima del dietrofront ordinato dall'alto
Il M5S manifesta in parlamento con un bacio a favore delle unioni egualitarie, prima del dietrofront ordinato dall’alto

di Il Capo

 

 

 

 

 

 

 

 

Con riferimento all’articolo “La Setta senza Guru”, pubblicato in questa rubrica nella giornata di ieri, così come sulle nostre pagine Facebook, Twitter, Google + e Tumblr, abbiamo ricevuto un commento che ci ha colpito, anche se non certo per quello che diceva. Quel commento era “Fate schifo…”, ed era esattamente qualcosa che ci aspettavamo. Spieghiamo il perché.

 

Eravamo certi che lo scrivere un pezzo dove non celebravamo il Guru dei 5 Stelle, come invece stavano celebrandolo tutti i quotidiani italiani con poche eccezioni, sul web e non, ci avrebbe portato contestazioni sgradevoli perché in questo paese finché sei in vita bisogna distruggerti fino ad annientarti salvo poi celebrarti come una divinità post mortem, perché almeno ti sei tolto dai coglioni e tutto ciò che di te non volevo vedere prima, un essere umano è fatto di grandi pregi e grandi difetti, in questo caso le tue buone qualità, posso descriverle ora. L’atteggiamento è di una ipocrisia disgustosa e spiace davvero che ci siano persone che lo inseguono considerandolo invece un atteggiamento positivo in nome del “rispetto della morte”.

 

Posto che si deve avere rispetto della morte in vita, perché se si ha rispetto della morte di fronte alla morte quel rispetto è in realtà paura di fare la stessa fine (ingiustificata, dato che prima o poi quella fine si farà), posto che bisogna rispettare le persone quando sono vive (e rispettarle fino in fondo, per tutto quello che sono), qualcuno dovrebbe spiegarci perché dovremmo scrivere cose che non pensiamo. La celebrazione di Gianroberto Casaleggio come il grande innovatore della politica italiana fa parte del patrimonio di ipocrisia della stampa di questo paese ed è testimone del suo – della stampa – spaventoso conservatorismo e provincialismo. E’ vero che Casaleggio è stato un innovatore, ma solo a causa della spaventosa arretratezza dell’Italia su troppi temi, arretratezza causata dalla classe politica del facciamo tutti quello che cazzo ci pare che l’Ometto di Arcore si è trascinato dietro durante i suoi vent’anni di inconcludente regno. Gli elettori che hanno sostenuto il devastatore degli interessi italiani perché troppo impegnato a curare i suoi di interessi sono confluiti in buona parte nel M5S creatura di Casaleggio e Grillo che nascondendosi dietro lo slogan populista della distruzione del sistema, sono responsabili di avere costruito l’ennesima forza politica italiana ambigua e oscura, dagli interessi poco chiari, complice la scelta di nascondersi dietro un blog, e del cui statuto non si hanno notizie, che non ha un regolamento interno, che dice una cosa e ne fa un’altra, responsabile con il suo bagaglio di intolleranza populista dell’ulteriore spaccatura all’interno del tessuto sociale italiano che già Berlusconi aveva creato con il suo dividere l’Italia in buoni (quelli che votavano per lui) e comunisti (tutti gli altri).

 

Se questa è innovazione politica e non una storia poco chiara come poco chiare sono state troppe altre storie politiche di questo paese, allora i quotidiani italiani dovrebbero chiudere tutti ora, perché la loro non è informazione, è ipocrita celebrazione post mortem nel consueto stile del parliamone bene tanto si è tolto dai piedi, che a quest’Italietta piace tanto, questo mentre nelle redazioni, negli uffici dei gruppi parlamentari, in quelli dei Direttori, si pensa invece a come la morte dell’ideologo del M5S (uomo di rara intelligenza, ma non vuol dire che bisogna beatificarlo) possa influire sul futuro del M5S e si pensa a come accelerare il processo di decadimento dello stesso a beneficio di altre forze politiche.

 

Questo detto (e possibilmente letto) se a “fare schifo” siamo noi davvero non possiamo che esserne contenti posto che, come abbiamo risposto, il nostro fare schifo non rende migliori coloro che ce lo scrivono…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(13 aprile 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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