di Giovanna Di Rosa
Cucina senza forno: come sopravvivere all’afa estiva con gusto
Il caldo estivo, che ogni anno mette sempre più a dura prova il nostro organismo, porta diversi cambiamenti... →
Chiara Pellacani al quinto oro a Parigi! Vince il sincro da 3m femminile in coppia con Elisa Pizzini
Chiara Pellacani è nella leggenda dello sport e vince il quinto oro su cinque gare disputate agli Europei... →
Il quotidiano Le Monde, assai difficile da tacciare di comunismo o filosocialismo o filogovernativismo, a meno che non ci sia la destra al potere, mette in prima pagina la possibilità che la famiglia Le Pen al gran completo, padre, figlie e spirito santo, non si sia fatta sfuggire l’occasione di mettere da parte due centesimi per garantirsi un futuro (ché in politica del doman non v’è certezza). A Panama. E’ quanto spunterebbe dai Panama Papers.
Il prestigioso quotidiano francese invece di accanirsi su Putin ha pensato bene di guardare in casa propria e cita un “sistema di dissimulazione di beni finanziari” organizzati da società specializzate in offshore in Asia e nei Caraibi per conto di persone che apparterrebbero alla cerchia di fedelissimi della dinastia Le Pen, proprietaria incontrastata del Front National, e della bionda segretaria amica di Salvini. Tra loro Le Monde annovera l’uomo d’affari Frédéric Chatillon e l’esperto contabile Nicolas Crochet.
Le carte riporterebbero non soltanto informazioni su beni finiti da quelle parti per iniziativa di Jean Marie Le Pen, ma anche operazioni riconducibili in qualche modo alla Divina Marine, ereditaria della segreteria del partito, legate alla campagna elettorale del 2012.
(5 aprile 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
