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“Il Cercopiteco”, di Gianfranco Maccaferri: Spot pubblicitari per l’8 marzo 2016

Femminicidio 2016di Gianfranco Maccaferri   twitter@gfm1803

 

 

 

 

 

 

In una notte buia e tempestosa, nel parcheggio deserto di un supermercato, c’è un’automobile con all’interno una donna che non sembra spazientita da una esasperante attesa, appare anzi accettare il destino che l’ha portata ad essere moglie di un dipendente del supermercato.

 

Nell’infinita attesa la donna pensa:

 

Quel socio Conad di mio marito mi ha detto: – Mi vieni a prendere? Alle sette e mezza.-

Che ore sono? Le nove meno cinque… e lo so cosa sta facendo, controlla ogni dettaglio.

– Fare bene il proprio mestiere – dice – è questione di sensibilità! – e ogni sera, l’ultima cosa che guarda è l’orologio. Il mio socio Conad preferito è così, o lo lascio o me lo tengo.

 

Fortunatamente si spegne l’ultima luce del supermercato, il marito socio Conad esce e si dirige verso l’auto. La moglie, con un gesto di cortesia, gli apre la portiera.

 

Le parole simbolo della filosofia Conad sono: “Persone oltre le cose”.

 

Erano mesi che moglie e marito Conad, m’infastidivano nella trama della loro squallida quotidianità anni cinquanta, ma questo ultimo spot ha messaggi sublimali non solo sessisti sui ruoli all’interno della coppia e sull’unione che non può essere messa in discussione, ma propone stili di vita spregiudicati anche nell’abnegazione verso il lavoro, un lavoro che è totalizzante, filosofia dell’esistere, che è pensiero costante sino ad essere presente anche tra le lenzuola della coppia. La pubblicità italiana ci rappresenta in modo diverso il lavoro per la donna, che ovviamente fa l’impiegata e quando vede sorridere maliziosamente la collega non le chiede – Con quel sorriso mi nascondi qualcosa… ti sei fatta un nuovo maschietto! – assolutamente no! Con quel sorriso malizioso le nasconde che ha preparato un nuovo risotto per la famiglia. E così le donne, invece di avere la sensibilità nel far bene il proprio lavoro come il marito socio Conad, si mettono a parlare del nuovo risotto.

 

In questo periodo abbiamo inoltre scoperto che le donne si… pisciano addosso, ovunque. Sì, 24 ore su 24 le donne sono incontinenti per natura al punto da non poter più andare neppure al teatro per evitare di fare brutte figure e poi per l’imbarazzo di puzzare, così la donna rimane a casa e al teatro ci va il marito da solo. Invece il maschietto italiano non si piscia addosso! L’uomo si alza più volte durante la notte per andare in bagno, ma un poco si vergogna e così trova scuse che però insospettiscono la moglie. Ovviamente non è il maschietto che va dal dottore a chiedere soluzione al suo problema di prostata, no! È la moglie che pensa al benessere del marito.

 

I ruoli nella coppia convivente o sposata sono molto ben delineati dai pubblicitari italiani: un batuffolo di polvere gigantesco suona alla porta mentre all’interno della casa una coppia felice è sul divano. I maschietto si alza e va ad aprire la porta e, quando vede l’enorme batuffolo di polvere, non ha dubbi. Rivolto alla donna rimasta sul divano le dice: – E’ per te! –

 

Uomo e donna, marito e moglie, figlio e figlia… E così ecco il papà che insegna al figlio maschio a piantare in giardino un alberello, ma la figlia che è rimasta esclusa da questo lavoro decisamente maschio li guarda invidiosa. Interviene la mamma che, munita di un minuscolo vasetto, insegna alla bambina a piantare e a curare una minuscola pianta da porre sul davanzale della finestra.

 

Tutti questi stereotipi e messaggi più o meno sublimali me li sono subiti uno di seguito all’altro in circa cinque minuti di spot pubblicitari in una usuale fascia oraria di punta: circa le 20:30. Ne deriva che nel 2016 qualcuno ancora si stupisce se:

 

  • gli omicidi in Italia sono diminuiti dei due terzi negli ultimi vent’anni mentre i femminicidi restano stabili, circa uno ogni due giorni;
  • il 5,4% delle donne italiane ha subito violenza sessuale come stupri o tentati stupri;
  • 3 milioni 446 mila donne hanno subito stalking nel corso della vita, cioè il 16% delle donne e quasi la metà di queste lo ha subito dall’ex partner.

 

 

E altri, molti, troppi altri italiani non sanno neppure di cosa si stia parlando quando si affrontano temi relativi all’identità sessuale, identità di genere, ruoli e stereotipi di genere, orientamento sessuale, orientamento affettivo…

 

Insieme a “Brava Giovanna, brava” tutte le donne italiane, sculettanti e sensuali, ridipingono intanto il cancello di casa per festeggiare l’8 marzo 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(7 marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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