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Quelli che “i figli li tiro su meglio io anzi no, meglio io!” e sono in gara tra loro

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Gatti 01di Il Capo

 

 

 

 

 

La battaglia tra le destre integraliste cattoliche da un lato e le famiglie omogenitoriali e le coppie omosessuali dall’altro, che giustamente vogliono vedere riconosciuti i loro diritti ha raggiunto livelli di oscurità e contrapposizione che raramente è stato dato di vedere.

 

Da un lato l’integralismo del cattolicesimo di estremissima destra, dogmatico ed incapace di uscire dalla propria idea di peccato, quella che recita che il peccatore sta sempre da un altra parte, incapaci come sono di sopportare il senso di colpa che li devasta, sorretti (incitati?) dai cialtroni che fanno tutto quello che, fatto da esponenti di altre religioni, sarebbe da mettere all’indice e incitano al fanatismo (sorreggono il fanatismo) mentre danno il loro pessimo esempio di squadrismo della fede (che non è fede, ma ciecità). Dall’altro lato le famiglie e le coppie composte da partner dello stesso sesso schierate a favore del giustissimo “uguali diritti per tutti”. In mezzo i loro figli.

 

La cosiddetta famiglia tradizionale, quella difesa a tutti i costi e contro tutti, quella che i suoi sostenitori definiscono l’unica famiglia possibile è quella famiglia che partorisce padri puttanieri clienti di prostitute d’alto e basso bordo e di transessuali possibilmente superdotati; è quella famiglia i cui padri – è inchiesta recente – sono tra i maggiori clienti di prostitute bambine in Thailandia ed altri stati asiatici del genere: si chiama turismo sessuale e gli Italiani sono in testa alla turpe classifica. I peggiori abusi vengono perpetrati in quella che viene chiamata la famiglia tradizionale. Sarebbe ora di cominciare a dirlo. La stragrande maggioranza delle famiglie continuano ad essere onorate ed onorabili, composte da persone che fanno tutto il possibile per i loro figli. Proprio come le coppie  e le famiglie composte da partner dello stesso sesso. Perché quando si ama si ama. E non è più tollerabile che ci sia un amore che si ritiene più puro perché si è cattolici o più giusto perché si è atei. Sono atteggiamenti infantili ed insopportabili. A noi non interessa dare ragione o torto a quella piuttosto che all’altra “fazione”, pensiamo che sia ora di cambiare linguaggio e pensare a chi tiriamo in mezzo quando le nostre liti da adulti hanno conseguenze su altri. Avere messo i bambini in mezzo a questa disgustosa caciara, “usarli” come scudo per definirsi migliori di altri, perché siano “loro” la cartina di tornasole del nostro valore come essere umano non è umano affatto.
E’ il solito atteggiamento dell’Italiano medio che pur di avere ragione è capace di qualsiasi cosa fuorché di mediare e trovare una soluzione basata sulla condivisione. Un atteggiamento che ricade su chi, questi irresponsabili, dicono di amare e di voler difendere.

 

Raccontare qui che dire tutto quello che andrebbe detto dell’Istituzione famiglia uscendo dalla dicotomia “bene” (cattolici integralisti ed amici di cattolici integralisti) e “male” (tutti gli altri), distruggerebbe il nulla spirituale (e forse il moloch temporale) sulla quale le gerarchie vaticane basano il loro potere, è cantarla a dei sordi, così che ci asterremo…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(25 gennaio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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