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Con un referendum al quale hanno partecipato poco più del 30% degli elettori, il cui 63% ha votato contro, la Slovenia ha abolito la legge sul matrimonio egualitario che aveva approvato nello scorso mese di marzo. La legge prevedeva anche l’adozione per le coppie omogenitoriali e proprio questo aspetto aveva scatenato le ire dei cattofascisti che grazie a un comitato apposito avevano indetto il referendum che ha abolito ieri la legge nonostante i sondaggi indichino che più del 60% degli sloveni è favorevole (a parole) alla totale parità di diritti.
Le associazioni per i diritti delle persone omosessuali in Italia si sono scatenate con la furia dei giustissimi: suggeriamo loro – invece di infuriarsi dato che lo fanno un giorno sì e l’altro anche – di darsi da fare per organizzare iniziative sull’importanza di andare al voto. Non è stata solo l’omofobia ad abrogare il matrimonio egualitario in Slovenia, sono state l’indifferenza rispetto al tema e la superficialità dei votanti (anche se ci sono malelingue che suggeriscono che la legge sarebbe stata approvata su pressioni dell’UE e che sul referendum le forze che avevano approvato la legge nel marzo scorso abbiano tenuto un profilo piuttosto basso)…
(21 dicembre 2015)
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