di Paolo M. Minciotti
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Un giovane 22enne tunisino è stato arrestato e torturato (ispezioni anali per verificare la sua omosessualità) dalle autorità del Paese dopo essere stato accusato dalla polizia di sodomia. Lo denuncia Human Rights Watch.
La polizia sarebbe giunta al giovane il 6 settembre scorso, dopo avere trovato il suo numero di telefono nell’agenda di un uomo ucciso una settimana prima e lo avrebbe sottoposto ad interrogatorio costringendolo a confessare di avere avuto rapporti omosessuali (che la legge tunisina punisce con pene fino a tre anni di carcere). Il giovane avrebbe poi riferito al suo avvocato Fadoua Braham, di avere dichiarato di avere avuto rapporti omosessuali costretto dalla polizia che lo avrebbe minacciato di accusarlo dell’assassinio, se non avesse confessato.
I contorni della storia sono poco chiari. In tribunale sono stati portati i risultati dell’ispezione anale cui il giovane sarebbe stato sottoposto come “prova” della sua omosessualità. Una pratica barbara e che non prova nulla.
La Costituzione tunisina obbliga il governo a rispettare le libertà personali e la privacy dei cittadini, che teoricamente non potrebbero essere perseguiti per atti privati tra adulti consenzienti.
Nonostante questo il giovane è stato condannato ad un anno di carcere.
(4 novembre 2015)
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