di Paolo M. Minciotti
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Il parlamento del Kirghizistan ha approvato in seconda lettura una feroce legge antigay che discriminerà le persone omosessuali del paese rendendo loro la vita praticamente impossibile, subito dopo la firma della legge da parte del presidente Almazbek Atambayev che la renderà operativa.
La nuova legge, ispirata a quella orribile voluta dai neosovietici di Putin, indurita rispetto a quella stessa legge, emula lo spirito della ridicola “propaganda omosessuale”, ma aggiunge il carcere fino ad un anno, qualora l’arrestato sia ritenuto colpevole di “creare un clima positivo attorno alle relazioni sessuali non convenzionali” [sic]. La legge si guarda bene dal descrivere propriamente che cosa si intenda quando si parla di “propaganda omosessuale”, rendendo la delaione e la libera interpretazione delle autorità l’unico metro di paragone possibile.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
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L’ONU ha chiesto espressamente al Kirghizistan di non approvare la legge.
(25 luglio 2015)
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