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Responsabile della scabbia è un acaro… E non l’immigrato di turno

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Migranti Mare di Siciliadi Daniele Santi

 

Contrassi la scabbia circa 8 anni fa dopo ripetuto rapporto sessuale (protetto da condom, ma evidente non dal dannato acaro) con italica femmina portatrice, la quale manifestò la malattia due giorni prima di me, e devo dire che si tratta di una compagnia scomoda. Brufoloni pruriginosi ed anche leggermente dolorosi sulle gonadi, piccole piaghe su gomiti e mani, insomma una rottura di balle più che un’emergenza sanitaria, anche se fummo segnalati – sia io che l’italica femmina portatrice di acaro scabbioso – al servizio sanitario regionale e nazionale, come da protocollo.

 

La scabbia si guarisce in poco meno di una settimana, certo bisogna far sacrifici: lavarsi pesante con saponi speciali e darci di guanti di crine, ma dopo il secondo giorno si comincia già a stare meglio, non ci son morti né feriti, e si fa anche una vita normale.  Responsabile della scabbia, malattia antichissima, è un acaro, l’acaro Sarcoptes scabiei (grazie a Wikipedia) e non l’immigrato di turno: anche lui se la becca come me la sono beccata io insieme alla mia scopamica, italica femmina in calore. Della scabbia pare se ne parli anche nel Levitico, fatto che dovrebbe tranquillizare i bravi cristiani leghisti e salvinisti, o anche lepenisti, insomma tutti quei razzisti che si siedono insieme e formano gruppi al parlamento europeo.

 

La scabbia è trasmessa anche dai gatti, o da altri animali domestici, che certo, dato che sono ospiti delle famiglie italiane che li amano, sono più benvenuti dei neri africani, dei subsahariani o degli arabi, che sono umani e possono darci fastidi, mentre il gatto o animale infetto non viene denunciato da Salvini in tivù e quindi va bene così.

 

Insomma l’acaro mattacchione che provoca la scabbia è antilega anche lui, perché con il suo insinuarsi sotto la pelle di chiunque gli capiti a tiro, vanifica lo sforzo di allarmare la già fin troppo allarmata – e ignorante – popolazione sui pericoli alla salute dell’invasione straniera. L’unica cosa che l’acaro mattacchione chiarisce, contro ogni forma di cecità, è che il nazismo è già tra noi e stiamo lasciando che cresca senza fare niente.

 

Altro che scabbia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(16 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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