di Iosonodio
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Alla fine di uno dei tanti derby della storia del calcio italiano uno dei calciatori eletti “calciatore del match”, che si crea un eroe a settimana sennò le teste vuote che vanno allo stadio per sgolarsi sul nulla a cosa pensano, intervistato da uno dei tanti giornalisti del nulla ché bisogna pur creare degli eroi sennò di cosa si parla, all’intelligente domanda “Quali sono i tuoi sogni?” rispondeva: “Onorare la maglia”. La risposta mi arriva mentre sono in un’altra stanza e non credo alle mie orecchie. Sono tornati i camerata, penso. Invece no. Sono gli eroi del calcio, quelli della squadra prima di tutto che son tutti ego e niente cervello, quelli che onorano la “maglia” (santa madonna!) e poi gongolano dentro di loro gonfiandosi come sacchetti di plastica preda del vento. Dovevate vederlo mentre pronunciava l’inutile e vacua goliardata: ritto come un paletto, intruppato come un soldatino, convinto di sé come un militante. Pericolosissimo, come tutti gli estremi.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
(20 aprile 2015)
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